Il futuro è verde…almeno nel lavoro: GreenItaly consiglia le professioni di domani

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Il nono rapporto GreenItaly 2018 di Fondazione Symbola e Unioncamere è stato presentato a Roma il 30 ottobre. Promosso in collaborazione con il Conai e Novamont, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare – che misura e pesa la forza del green economy nazionale, il rapporto illustra i numeri della Green economy italiana e i suoi vantaggi per le imprese.

Nel nostro Paese sono 2 milioni 998mila i green jobs, conosciuti anche come lavori verdi, il 13% dell’occupazione complessiva nazionale. I numeri, sulla base delle indagini Unioncamere, sono destinati ad aumentare. Sono 474.000 i contratti attivati, il 10,4% del totale delle richieste per l’anno in corso. Una delle novità che emerge dalle ultime indagini del Sistema Excelsior è che l’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale si è rivelata come la competenza più richiesta dalle imprese subito dopo le cosiddette soft skills. Essa si posiziona prima della capacità comunicativa scritta e orale in lingua italiana e di quelle straniere e persino prima delle competenze digitali e della conoscenza degli strumenti per la comunicazione visiva e multimediale. All’interno dei lavori verdi, il rapporto GreenItaly ha individuato dieci figure professionali del tutto innovative:

  1. Installatore di reti elettriche a migliore efficienza: l’installatore di reti elettriche legate alla produzione da fonti rinnovabili o ad alta efficienza non solo deve conoscere i diversi momenti della professione, le novità tecniche e tecnologiche, ma avere presente il quadro normativo di riferimento e l’applicazione delle norme di sicurezza.
  2. Programmatore agricolo della filiera corta: è una figura che opera nel rispetto dell’ambiente e degli impatti energetici, si occupa della pianificazione e della programmazione dei processi produttivi secondo le esigenze della domanda locale, delle tradizioni culturali e gastronomiche, della stagionalità dei prodotti. Interviene nei processi di marketing e nell’individuazione di mercati locali, reti di acquisto, farmers market, sagre e feste locali, ristoranti, ecc
  3. Meccatronico green: Meccanici ed elettrauti entro il 2023 per l’abilitazione all’esercizio dell’attività di autoriparazione dovranno diventare tutti per legge “meccatronici”. Deve accadere entro il 2018 ma c’è stata una proroga di cinque anni. Sarà infatti obbligatorio certificare le proprie competenze e, nel caso, di integrarle con corsi obbligatori. Il tecnico meccatronico (o semplicemente il “meccatronico”) è il professionista che progetta ed elabora sistemi di controllo più o meno complessi del settore. La sua formazione, di tipo tecnico industriale, può passare per percorsi universitari o di istruzione tecnica superiore.
  4. Manovale esperto di calcestruzzi green: come per altre professioni tecniche, anche quella del manovale fino a qualche tempo fa poteva essere svolta senza una particolare specializzazione. L’avvento di nuovi materiali e di nuovi processi comporta delle modifiche alle competenze tradizionali di queste attività. La normale formazione avviene spesso sui cantieri stessi ma è comunque preferibile frequentare brevi corsi professionali.
  5. Installatore di impianti di condizionamento a basso impatto.
  6. Risk Manager ambientale: analizza e individua i punti deboli, le possibili falle e i rischi a cui l’impresa potrebbe essere esposta e garantisce il rispetto delle norme in materia ambientale e di sicurezza sul lavoro. Valuta i rischi anche in riferimento alle conseguenze sull’attività industriale e/o commerciale. Affronta i rischi da calamità naturali nelle fasi antecedenti ed eventualmente successive agli eventi. Il risk manager progetta e propone le soluzioni più idonee al fine di prevenire o ridurre i rischi e realizza le politiche di gestione, monitorando nel tempo la loro evoluzione e lo stesso programma di risk management messo in atto.
  7. Educatore ambientale per l’infanzia: appartiene all’ampia categoria degli “Addetti alla sorveglianza di bambini e professioni assimilate”. Pur non esistendo un percorso di studi definito né un sistema di certificazione delle competenze, un educatore ambientale è bene che abbia una solida base scientifica e conoscenza del territorio.
  8. Esperto in gestione dell’energia (ingegnere energetico): è una figura imprescindibile del nuovo panorama energetico: il suo ruolo può esplicarsi dalla produzione fino al consumo finale dell’energia. Non solo nell’ambito delle fonti rinnovabili ma soprattutto in quelli dell’efficientamento energetico, l’ingegnere energetico trova impiego sia nell’ambito domestico che in quello pubblico e industriale. Progetta e gestisce impianti in maniera da ridurre i consumi di materie prime e di energia. I settori di applicazione sono quelli industriale, civile, agricolo e dei trasporti. L’iter di studi prevede la laurea e, per avere del titolo di ingegnere, l’iscrizione al relativo albo. In particolare l’ingegnere energetico può oggi aspirare a diventare “Esperto in gestione dell’energia“, ovvero il responsabile del sistema gestione energia nell’ambito della norma ISO 50001.