Giornata mondiale dell’acqua: “nessuno sia lasciato indietro”

Si celebra oggi la Giornata mondiale dell’acqua. L’evento è stato ideato dalle Nazioni Unite nel 1992 e indetto nel 1993, ed ha come obiettivo  quello di richiamare l’attenzione pubblica sull’importanza vitale dell’acqua corrente e promuovere la gestione sostenibile delle risorse idriche. Come ha rivelato il rapporto dell’Unesco Nessuno sia lasciato indietro, l’accesso all’acqua potabile sicura e pulita è un obiettivo irraggiungibile per gran parte della popolazione del mondo. Nel 2015, tre persone su dieci (2,1 miliardi) non avevano accesso all’acqua potabile e 4,5 miliardi di persone, pari a sei su dieci, non avevano servizi igienici sicuri. E lo scenario potrebbe peggiorare a causa dei cambiamenti climatici. E molte guerre potrebbero scoppiare proprio a causa della mancanza di acqua.

Nel 2017, conflitti e persecuzioni hanno costretto 68,5 milioni di persone a fuggire dalle loro case, mentre 25,3 milioni di persone in media all’anno sono costrette a migrare a causa di disastri naturali, il doppio rispetto ai primi anni Settanta. L’accesso all’acqua potabile sicura, ai servizi igienico-sanitari e all’igiene è un diritto umano riconosciuto a livello internazionale. Eppure questo è un obiettivo ancora lontano.

“Le motivazioni di discriminazione sono tanto numerose quanto inaccettabili, con la povertà che di frequente costituisce una delle cause principali. In numerose regioni del mondo donne e bambine sono costantemente oggetto di discriminazione e diseguaglianze nell’accedere ai propri diritti umani all’acqua potabile e a servizi igienico-sanitari sicuri – si legge nel documento delle Nazioni Unite – Le minoranze – etniche e altre – tra cui popolazioni indigene, migranti e rifugiati e persone con ascendenze specifiche (ad esempio caste) sono spesso oggetto di discriminazione e lo stesso vale per le minoranze religiose e linguistiche. La disabilità, l’età e le condizioni di salute possono anch’esse costituire causa di discriminazione; in effetti le persone con disabilità fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali costituiscono una percentuale preponderante di coloro che sono impossibilitati ad accedere ad acqua potabile e servizi igienico-sanitari sicuri”. Un utilizzo inefficiente e scorretto delle risorse finanziarie e i divari tra le varie politiche alimentano il persistere delle diseguaglianze nell’accesso ad acqua e impianti igienico-sanitari sicuri.

“In mancanza di un intervento pratico e politico che agisca in modo chiaro e responsabile contro esclusione e diseguaglianze – si legge nelle conclusioni del Rapporto – le misure relative all’acqua continueranno a escludere coloro che più ne avrebbero bisogno e che più ne trarrebbero vantaggio. Migliorare la gestione delle risorse idriche e garantire l’accesso ad acqua potabile e a impianti igienico-sanitari sicuri ed economicamente accessibili per tutti costituisce un fattore essenziale per sradicare la povertà, costruire società pacifiche e prospere e garantire che “nessuno sia lasciato indietro” lungo il percorso verso lo sviluppo sostenibile. Si tratta di obiettivi che possono tutti essere conseguiti, purché sussista la volontà collettiva di farlo”.