Goletta Verde in Molise: “Che vergogna quei siti fortemente inquinati”

Non sono affatto incoraggianti i dati del monitoraggio delle acque in Molise. Dei tre punti critici individuati da Goletta Verde di Legambiente, due risultano fortemente inquinati: la foce del fiume Sinarca, sempre oltre i limiti di legge negli ultimi tre anni ed il canale presso la rotatoria del Lungomare Colombo a Termoli. Per gli attivisti dell’associazione ambientalista che ieri hanno realizzato l’Ecoblitz presso il Sinarca, tutto questo  è  vergognoso.

Il terzo punto analizzato, risultato con valori entro i limiti di legge, è la foce del fiume Trigno (presso la Marina di Montenero di Bisaccia), un segnale positivo all’interno di risultati che nel complesso denotano il persistere di forti criticità a livello regionale.

“Il monitoraggio  è stato effettuato attraverso segnalazioni sui punti critici, in particolare le foci dei fiumi, che non possiamo rassegnarci a considerare come perennemente inquinati ma su cui chiediamo alle amministrazioni di mettersi in rete e confrontarsi per migliorare la depurazione e la qualità dell’acqua dei fiumi e dei canali che poi arrivano nel mare – ha dichiarato Legambiente Molise – Un controllo effettuato dopo le intense piogge del mese di maggio, che hanno causato numerose criticità depurative lungo tutta la costa, ed  ha risentito dell’improvviso cambio di temperature e delle condizioni meteorologiche avvenuto a metà giugno con l’arrivo dei tecnici di Goletta Verde. Con le nostre analisi, è bene ribadirlo, non intendiamo rilasciare patenti di balneabilità, sostituendoci alle autorità competenti in materia di controlli e di balneazione ma, con ‘fotografie’ istantanee, portare all’attenzione di amministratori e cittadini le criticità che minacciano la qualità e la salute dei nostri mari, affinché se ne individuino e risolvano le cause”.

Ci sono da riscontrare, inoltre, ancora criticità sulla cartellonistica informativa rivolta ai cittadini che, nonostante sia obbligatoria ormai da anni per i comuni, non viene ancora rispettata. Indicazioni che hanno la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare e  i dati delle ultime analisi.

Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche l’improprio smaltimento degli oli esausti. Ecco perché anche quest’anno il CONOU, il Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, affianca, in qualità di partner principale, le campagne estive di Goletta Verde e di Goletta dei Laghi di Legambiente. Da oltre 35 anni il Consorzio è il punto di riferimento italiano per la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale.

Nel 2018, in Molise, il CONOU ha proceduto alla raccolta di 691 tonnellate di olio minerale usato. L’olio – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che, se smaltito indiscriminatamente, può determinare gravi effetti inquinanti.

Invece, se gestito e rigenerato secondo la prassi corretta, diviene una risorsa preziosa che torna a nuova vita sotto forma di basi lubrificanti: un esempio corretto di economia circolare. Negli anni di attività il CONOU ha raccolto 6 milioni di tonnellate di olio usato, avviandone a rigenerazione 5,3 milioni e consentendo la produzione di 3 milioni di tonnellate di olio rigenerato e un risparmio sulle importazioni di petrolio di circa 3 miliardi di euro, ponendo così l’Italia in vetta al settore a livello europeo.

“La nostra è una missione precisa: salvaguardare l’ambiente da un inquinante pericoloso, ottimizzandone la gestione e i costi relativi in una ottica di massimo riutilizzo – ha spiegato il presidente del CONOU, Paolo Tomasi – Il nostro operato in difesa dell’ambiente, del mare e dei laghi in particolare, oltre ad evitare una potenziale dispersione di un rifiuto pericoloso, lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese”.