Investe un cinghiale e finisce in ospedale, auto distrutta. Normale?

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Il Colibrì non si occupa di cronaca tout court ma ha il dovere morale di riflettere e far riflettere sulle conseguenze di fenomeni che incidono sulla sicurezza delle persone. Argomento, questo sì, che sta a cuore.

Ieri sera a Termoli un giovane di 23 anni al volante di una Citroen C3 stava transitando in contrada dei Fucilieri e si è trovato davanti all’improvviso un cinghiale. Non ha fatto in tempo a frenare e lo ha investito, rovinando l’auto (in foto) e finendo in ospedale. Non è il primo cui capita un incidente del genere, forse uno dei più sfortunati sulle conseguenze.

Conseguenze che sinora hanno portato carte e carte sulle scrivanie della Regione, ente competente, per i numerosi risarcimenti dei danni. Ma quello che è accaduto ci dice che il problema va ben oltre: non è concepibile dover viaggiare con il terrore che un animale selvatico, pesante e se sollecitato anche aggressivo, tagli la strada all’automobilista creando un serio pericolo.

Il problema è la conseguenza di ripopolamenti che in passato hanno messo in circolazione questi animali che si sono riprodotti a dismisura. Non è possibile né opportuno oggi, con un governo regionale in via di rielezione e soprattutto in piena campagna elettorale, trovare soluzioni al problema, sollevare inutili polemiche o discutere su quanto fatto sinora. Ma non possiamo bendare gli occhi e lasciar correre inosservata la cosa.

I media documentano continuamente la presenza di cinghiali ovunque, in posti che non appartengono al loro habitat o comunque in aree e situazioni pericolose per le persone, come nel bar del paese. Li abbiamo visti nei vicoli, sulla strada, tra le case dei borghi e persino in mezzo al mare… E’ normale?

Quello che ci auspichiamo è che non appena possibile si metta mano alla questione con adeguati strumenti e determinazione, senza aspettare la solita vittima sacrificale umana per correre ai soliti tardivi ripari all’italiana.