La microplastica contamina cibo e acqua

Ogni settimana mangiamo 5 grammi di plastica, l’equivalente in peso di una carta di credito. A lanciare l’allarme è uno studio sulle microplastiche dal titolo: ‘No Plastic in Nature: Assessing Plastic Ingestion from Nature to People‘ condotto dall’Università di Newcastle a nord di Sydney e commissionato dal WWF. Dal confronto dei nuovi dati con quelli di oltre 50 precedenti ricerche è emerso che la maggiore quantità di particelle di plastica assunte dall’uomo proviene dal consumo di acqua. In particolare, il consumatore medio può ingerire fino a 1.769 particelle ogni settimana e 130 mila in un anno  semplicemente bevendo acqua in bottiglia,  contro le 4 mila ingeribili bevendo solo acqua da rete idrica. Frutti di mare, birra e sale sono gli alimenti con i più alti livelli registrati.

“Mentre le ricerche indagano sui potenziali effetti negativi sulla salute umana – ha dichiarato  Marco Lambertini, direttore internazionale del WWF – è chiaro a tutti che si tratta di un problema globale, che può essere risolto solo affrontando le cause alla radice. Se non vogliamo plastica nel corpo, dobbiamo fermare i milioni di tonnellate di plastica che continuano a diffondersi nella natura. E’ necessaria un’azione urgente a livello di governi, di imprese e di consumatori, e un trattato globale con obiettivi comuni”.

L’ingestione è solo un aspetto di una molto più ampia crisi della plastica, che implica anche una distruzione degli habitat e della fauna.  Per  liberare gli oceani (e i nostri corpi) dal pericolo dei microframmenti inquinanti, si può firmare la petizione lanciata del WWF.