L’ALTRO VOLTO DELLA CANAPA, DAL MOLISE AL NEW YORK TIMES

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L'ALTRO VOLTO DELLA CANAPA, DAL MOLISE AL NEW YORK TIMES

C’è una pianta che si sta riscoprendo e sta suscitando grande interesse a livello internazionale, la canapa sativa. In Molise c’è già chi sta provando a sfruttarne le potenzialità a tutto tondo. In prima linea in questa direzione l’Azienda Agricola del dott. Marzio Ilario Fiore che, situata tra Guardialfiera e Palata, si occupa della lavorazione e della trasformazione del seme di canapa, coltivato in ormai 40 ettari sparsi nel territorio molisano. Il giovane termolese, finito sul NEW YORK TIMES dopo la partecipazione alla fiera internazionale “Bellavita Expo London”, gestisce l’azienda di famiglia e da tre anni si interessa della cannabis. Solo l’anno scorso finalmente si è lanciato anche nella coltivazione:

«Sul mio percorso ho incontrato il dott. Davide Petrollino, biotecnologo di Campobasso, anche lui un giovane interessato a questa coltivazione e cosi è iniziata una stretta collaborazione. Attualmente gestiamo insieme un laboratorio nel quale trasformiamo il seme di canapa raccolto lo scorso anno in farina e in un pannello proteico che a sua volta verrà trasformato per poi utilizzarlo nella preparazione di prodotti da forno e pasta ad alto contenuto di proteine e fibre e privo di glutine».

Il dott. Fiore, titolare dell’azienda, ci ha raccontato i segreti di questa pianta molto spesso demonizzata:

«La canapa è una pianta straordinaria dai molteplici aspetti ed usi. La canapa industriale, che è quella consentita per la coltivazione, ha tenore di thc che non supara lo 0,2 di percentuale, attualmente ci sono 91 varietà disponibili da coltivare legalmente nella comunità europea.
Spesso la si associa banalmente alla marijuana, ma le coltivazioni di canapa vengono fatte principalmente per due motivi in italia: produzione di sementi e quella di fibre e canapulo, questi ultimi utilizzati nei piu svariati modi e con un potenziale praticamente infinito di campi d’applicazione. E’ una sorta di oro verde di cui purtroppo non si sfruttano ancora a pieno le risorse».

Nel campo alimentare i prodotti a base di canapa sembrerebbero avere, oltre ad un gusto particolare, proprietà benefiche per l’organismo di chi ne fa uso, Fiore ha fatto riferimento a diversi studi in proposito:

«Ci sono molti studi portati avanti da vari centri di ricerca universitari e dall’OMS che provano l’efficacia sull’organismo di prodotti a base di canapa. L’olio contenuto nei suoi semi è ricchissimo di omega 3, 6 e 9 è più bilanciato ,oltre a contenere vitamine A e B. La farina è ricchissima di fibre, proteine ed amminoacidi essenziali oltre, occorre ribadirlo, ad essere priva di glutine».

L’azienda non opera solo nel mondo della canapa, ma anche nel settore dell’olivicoltura. E’ una piccola azienda che sta mettendo in campo grossi sforzi sia finanziari che lavorativi con la speranza che anche le istituzioni del mondo dell’agricoltura si accorgano del potenziale di ciò che sta facendo, come nel caso dell’impiego della canapa come nuova risorsa nel quale pone diverse speranze il giovane Fiore:

«Sicuramente la canapa, in un prossimo futuro, potrà rappresentare uno sbocco diverso sia in termini di guadagni che di coltivazioni, ma questo avverrà solo se ci sarranno i giusti investimenti supportati da studi altrettanto validi; per la mia esperienza personale penso che ci si possa guadagnare sotto tutti i punti di vista, ma c’è ancora molta strada da fare. Certo, una regione come la nostra, a prevalenza agricola, potrebbe sfruttare l’occasione per diventare un polo all’avanguardia non solo in Italia ma anche in Europa».