Legambiente Molise presenta il Dossier “Arcichiaro: quale futuro?”

La campagna Goletta dei Laghi di Legambiente, partita lo scorso 29 giugno, ha fatto tappa in Molise il 1 agosto. Per l’occasione l’associazione ambientalista molisana, presso la sala consiliare del Comune di Guardiaregia, ha presentato il Dossier “Arcichiaro: quale futuro?”, un excursus cronologico delle vicende storiche che hanno portato alla costruzione  della diga di Arcichiaro, con lo scopo di fornire spunti di riflessione, e avviare una discussione approfondita sui possibili vantaggi che si possono trarre dalle risorse idriche dell’invaso.

“Crediamo che di Arcichiaro non sia chiara la funzione né al tempo presente né in prospettive future – ha dichiarato Giorgio Arcolesse, Vicepresidente di Legambiente Molise – L’utilizzo previsto delle acque dell’invaso per scopi industriali stride con le politiche recentemente introdotte dall’Ente regionale per la valorizzazione del bene Acqua del Molise”.

Legambiente Molise spiega nel dossier che lo sviluppo e la crescita delle economie, divenute marginali negli ultimi decenni, può riprendere impulso proprio  a partire dalle nuove disponibilità energetiche rinnovabili (eolico, fotovoltaico, geotermico) e dalla possibilità di reperire risorse attraverso la diffusa presenza sul territorio di riserve idriche, come i piccoli invasi (laghetti collinari). Una nuova strategia che non può fare a meno di puntare ad un uso efficiente delle risorse. L’incremento della produzione di energia idroelettrica, in particolare, potrebbe  contrastare una delle cause antropiche responsabili del riscaldamento climatico.

Si legge infine nel Dossier: “La localizzazione dell’invaso in un contesto naturalistico di pregio, confermato dalla recente istituzione del Parco Nazionale del Matese, suggerisce di lavorare anche per un potenziamento del suo ruolo oggettivo di “zona umida”, ancorché di origine antropica, utile sia sul piano ambientale che per il potenziamento dell’offerta turistica del comprensorio. Legambiente Molise intende sollecitare una rinnovata attenzione verso una risorsa di eccellenza del territorio regionale che merita interventi consapevoli, programmati, e integrati, auspicando che, possibilmente, tali interventi non ricorrano a scadenze ventennali, alle soglie del 2020″.

LE PROPOSTE DI LEGAMBIENTE

1. Adeguare gli impianti fognari, di raccolta, di depurazione e di trattamento delle acque reflue, separando la rete delle acque bianche da quelle nere.

2. Contrastare la perdita della biodiversità attraverso la tutela e la conservazione dei fragili ecosistemi lacustri, pianificando e valutando a priori l’impatto di ogni intervento antropico.

3. Contrastare il fenomeno dilagante del consumo di suolo, di una scellerata corsa all’urbanizzazione, spesso fondata su scelte sbagliate e incompatibili con la reale capacità del territorio.

4. Salvaguardare la sicurezza del territorio lacustre con un costante controllo delle attività illecite, dal mancato rispetto delle autorizzazioni nel settore edilizio fino all’abusivismo vero e proprio, passando per le captazioni e gli scarichi illegali.

5. Tutelare la salute dei bagnanti e dell’ambiente con l’applicazione di normative serie e restrittive sulle acque di balneazione. Garantire un monitoraggio continuo da parte delle autorità competenti e un facile accesso alle informazioni.

6. Promuovere e sostenere un turismo diffuso e leggero, in cui la buona gestione dei rifiuti, la diffusione delle energie rinnovabili, la presenza di aree verdi, la mobilità alternativa diventano il criterio base nella scelta da parte dei cittadini della propria meta turistica.