Legambiente. “Puliamo il mondo”, la 28esima edizione a Pietracatella

Proseguono le giornate di Puliamo il Mondo, domenica 11 ottobre, a Pietracatella, il neonato circolo di Legambiente Fortore – Occhito, con il supporto del Comune, insieme alla Pro Loco Pietramurata e al Servizio Civile comunale, organizza l'iniziativa che mette insieme volontari di ogni età impegnati con le attività di pulizia

Pietracatella, da sempre, ha aderito alla campagna di LegambientePuliamo il Mondo“. Oggi lo fa con maggior forza grazie al neo circolo che mette insieme i comuni del Fortore ed ha sede proprio a Pietracatella. Appuntamento dunque domenica 11 ottobre sul Belvedere (piazza De André) dalle ore 9.30 dove avverrà la distribuzione dei kit ai partecipanti e da dove si partirà per pulire le aree individuate. Ovviamente mascherine obbligatorie.

Impegno civile, rispetto e cura dell’ambiente. Questi gli ingredienti per prenderci cura e valorizzare al meglio il nostro territorio – dichiara la Presidente del Circolo di Legambiente Fortore – Occhito Federica D’Amico – Un piccolo ma grande segno che associazioni come la nostra portano avanti da decenni, soprattutto per le generazioni future. Per eliminare le tossine a volte basta il cestino. Per fermare la macchina di Puliamo il Mondo non è bastata, invece, neppure una pandemia. Sono stati tanti i volontari che quest’autunno, nel pieno rispetto delle normative anti-Covid, hanno risposto all’invito di Legambiente a scendere in campo al richiamo dello slogan “fai l’attività fisica che fa bene a te, ma anche all’ambiente“.

Straordinari gli sforzi profusi per la riuscita di questa 28esima edizione della versione italiana di Clean Up the World, il più grande appuntamento di volontariato ambientale al mondo, organizzata fin dal 1993 da Legambiente e, di fatto, anche la più grande mobilitazione di cittadinanza attiva organizzata nella Penisola dopo i mesi del lockdown. Il coronavirus non ha fermato però nemmeno i gesti di inciviltà e incuria per il pianeta. Anzi. Ha aggiunto “nuovi” rifiuti a quelli che già inquinavano i territori: prime fra tutti le mascherine, seguite dai mozziconi di sigaretta, da sacchetti, contenitori per cibo e bevande in plastica e in alluminio, rifiuti ingombranti abbandonati indiscriminatamente nella natura come gli pneumatici fuori uso.