Riscaldamento globale, una corsa contro il tempo

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Con la conferenza di Parigi (Cop21) del dicembre 2015, 195 paesi hanno sottoscritto un accordo giuridicamente vincolante sul clima mondiale. In quella occasione si sono stabiliti alcuni punti importanti: mantenere l’aumento medio della temperatura mondiale ben al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali come obiettivo a lungo termine; puntare a limitare l’aumento a 1,5°C, dato che ciò ridurrebbe in misura significativa i rischi e gli impatti dei cambiamenti climatici; fare in modo che le emissioni globali raggiungano il livello massimo al più presto possibile, pur riconoscendo che per i paesi in via di sviluppo occorrerà più tempo; procedere successivamente a rapide riduzioni in conformità con le soluzioni scientifiche più avanzate disponibili.

Tuttavia ad oggi sembrano non esserci molti miglioramenti, le emissioni dopo un periodo di calo, dal 2017 continuano ad aumentare. E proprio in questi giorni, dal 1 al 5 ottobre, a Incheon, in Corea del Sud, si torna a parlare di clima e di “Global Warming“. L’IPCC (The Intergovernmental Panel on Climate Change) presenterà un rapporto scientifico sugli effetti del cambiamento climatico sulla Terra e le possibili politiche ambientali da adottare.

“I governi hanno chiesto all’IPCC una valutazione del riscaldamento di 1,5° C, i suoi impatti e le relative vie di emissione, per aiutarli ad affrontare i cambiamenti climatici”, ha detto la presidente dell’IPCC Hoesung Lee. “Insieme produrremo una sintesi forte, solida e chiara per i responsabili politici che  hanno risposto  all’invito di tre anni fa, pur mantenendo l’integrità scientifica”.

Il rapporto si preannuncia controverso a causa delle possibili conseguenze sulle strategie politiche ed economiche dei paesi. “Le decisioni che prendiamo ora in merito al fatto che lasceremo passare 1,5 o 2 gradi o più cambieranno enormemente il mondo”, ha detto alla BBC News iHeleen de Coninck, uno dei principali coordinatori del rapporto, “ma le nostre vite, se mantenute al di sotto di 1,5 ° C con l’aumento della popolazione previsto e la crescita economica, avranno anche un aspetto diverso. Le vite delle persone non saranno mai più le stesse in ogni caso, ma possiamo influenzare il futuro”.

Pochi gradi per cambiare la vita dei nostri paesi e per evitare conflitti futuri, una corsa contro il tempo perché se si sommano tutte le promesse di tagliare la CO2 fatte dai Paesi che hanno firmato l’Accordo di Parigi, il mondo entro la fine di questo secolo si riscalderebbe di oltre 3° C e per diversi scienziati non c’è abbastanza tempo per intraprendere le azioni che manterrebbero il mondo entro il limite desiderato.