TARTUFO D’ALBA? SI, MA MOLISANO

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TARTUFO

Molti lo sanno, altri non lo vogliono sapere o non vogliono farlo sapere…ma il Molise è la regione italiana più ricca di tartufo, in particolare di quello bianco. Si stima che il 40% della produzione di tartufo in Italia provenga dalla piccola regione.
Il tartufo bianco è un tubero conosciuto fin dai tempi più antichi. Plinio il Vecchio, poi Plutarco di Cheronea, ne cantano doti e sapori. Già dal ‘700, in effetti, il tartufo Piemontese era molto apprezzato presso; in tempi più recenti, nel 1929, l’ albergatore Giacomo Morra pubblicizzò per primo il tartufo nella già nota Fiera d’Alba: da qui si associa la parola tartufo alla città di Alba.
Ma l’etichetta non dice tutto: il Molise è uno dei maggiori produttori italiani, l’attività dei cavatori è costante dagli anni ’70 e la produzione maggiore si concentra nei comuni di San Pietro Avellana, Carovilli, Agnone, Fossalto e Riccia. Però, e non certo per colpa dei Piemontesi, la risorsa aurea resta ancora poco valorizzata e sempre più frequenti sono le lamentele o le cause in tribunale contro commercianti del nord che spacciano i tartufi molisani per piemontesi.
Tutto questo accade sia per l’assenza di una vera regolamentazione nazionale (che ovviamente fa comodo alle “regioni più forti”) sia per la ‘pigrizia’ tutta molisana nel dare una scossa a questo mercato (istituzioni, ma anche cavatori stessi). Risultato? Si frena, come spesso accade, la nascita di una vera e propria economia attorno al tubero che porterebbe molta ricchezza a tutto il territorio molisano.
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