Un funerale per la scomparsa del ghiacciaio Okjokull

In Islanda si è svolto un funerale per salutare la scomparsa del ghiacciaio Okjokull. La perdita, a causa dei cambiamenti climatici, di un importante pezzo dell’ecosistema di circa 700 anni che ricopriva il cono del vulcano islandese Ok, è stata ricordata con un targa commemorativa posta dagli attivisti a 1400 metri.

Adesso un messaggio scritto da Andri Snaer Magnas, in islandese e in inglese, ricopre la placca: “Nei prossimi 200 anni si prevede che tutti i nostri principali ghiacciai saranno scomparsi. Questo monumento dimostra che sappiamo cosa sta succedendo e cosa deve essere fatto. Solo tu saprai se ce l’abbiamo fatta”.

Già nel 2000 fu fatto un inventario dei ghiacciai dell’Islanda e ne furono elencati ben 300 grandi e piccoli su tutta l’isola. Nel 2017 di questi se ne erano già persi ben 56. L’emergenza ghiacciai esiste in tutto il mondo. A soffrire di questo luglio da record (il più caldo da 140 anni), secondo le rilevazioni del Noaa, sono stati i ghiacci polari, ridotti ai minimi storici: in Artico sono scesi del 19,8% sotto la media, in Antartide del 4,3%.

Anche in Italia lo scenario non è incoraggiante: negli ultimi cent’anni, i ghiacciai delle Alpi hanno dimezzato la loro estensione. E nel 2050 rischiano di sparire tutti quelli sotto i 3.500 metri. In altre parole, le Dolomiti potrebbero restare senza ghiacciai. I ghiacciai alpini di Italia, Francia, Austria e Svizzera si stanno ritirando a una velocità senza precedenti in migliaia di anni. Secondo il Cnr nell’ultimo secolo è scomparso il 50% della copertura. Di questo 50%, il 70% è sparito negli ultimi 30 anni.