Il bilancio della fatturazione elettronica per ora è positivo

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Per la fatturazione elettronica, il bilancio fino a questo momento può essere considerato positivo: dopo le perplessità e i dubbi iniziali seguiti all’introduzione dell’obbligo dal 1° gennaio di quest’anno, infatti, la novità è entrata a regime, come dimostrano anche gli 854 milioni di documenti che sono stati emessi solo nei primi cinque mesi. Se è vero che alcune aziende non hanno mancato di mettere in evidenza spiacevoli appesantimenti di carattere burocratico, è altrettanto vero che nella maggior parte dei casi sono stati riscontrati benefici significativi, testimoniati anche dai risultati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano.

Cosa è cambiato con la fatturazione elettronica

Secondo il direttore degli Osservatori Digital Innovation della School of Management dell’ateneo meneghino, la fatturazione elettronica non deve essere considerata come la mera trasposizione in digitale di una certa attività o di un semplice documento; viceversa, costituisce un modello organizzativo nuovo, che può rappresentare un motivo di innesco della digitalizzazione nel dialogo con i cittadini, oltre che nei rapporti tra la pubblica amministrazione e le aziende e tra le aziende stesse.

Quali sono i benefici riscontrati dalle aziende

benefici più significativi che le imprese hanno ottenuto con l’introduzione della fatturazione elettronica hanno a che fare con il processo di ricezione delle fatture, ma anche con i tempi più rapidi di registrazione delle fatture, apprezzati da quasi un terzo delle piccole e medie imprese. Circa un quinto del campione che è stato preso in esame dall’indagine dell’Osservatorio ha avuto modo di notare una maggiore semplicità nella fase di verifica delle fatture. Per quel che riguarda il ciclo attivo, i vantaggi derivano dai tempi di pagamento meno lunghi e dalla maggiore rapidità della riconciliazione dei pagamenti: un quarto delle grandi imprese ne sottolinea il valore.

L’importanza della dotazione tecnologica

Ad apprezzare in misura più consistente la fatturazione elettronica sono i soggetti che dispongono di una dotazione tecnologica appropriata: il riferimento è agli ERP e ai software di amministrazione, finanza e controllo, senza dimenticare i programmi di gestione della catena di approvvigionamento. Certo, c’è da tenere conto anche dei margini di miglioramento su cui si può e si deve lavorare. Per esempio, oltre il 30 per cento delle piccole e medie imprese ha dichiarato di non aver tratto benefici degni di nota dal punto di vista del ciclo passivo.

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Prospettive per il futuro

In sintesi, fino ad ora il bilancio iniziale può essere ritenuto positivo, ma un dato oggettivo c’è: i numeri mettono in evidenza una mole enorme di documenti in circolazione, e già questo dovrebbe indurre a pensare che la sfida sia stata vinta. Da qualche settimana, per altro, è scaduta la moratoria, il che vuol dire che sono entrate in vigore le sanzioni previste per chi invia le fatture al Sistema di Interscambio in ritardo. La situazione è fluida e in costante evoluzione. Tra gennaio e giugno il 54 per cento degli 854 milioni di fatture che sono state emesse era destinato a imprese, mentre il 44 per cento era rivolto a privati e solo il 2 per cento è stato inviato alla pubblica amministrazione. A generare le fatture elettroniche sono state, in totale, 3 milioni e 200mila partite Iva, molti più dei 2 milioni e 800mila imprese soggette all’obbligo: in pratica, due aziende italiane su tre.