Carceri. Nasce il protocollo d’intesa che dà voce ai diritti dei detenuti

Siglato da Garante dei Diritti della Persona, Ulepe, Antigone e Cittadinanzattiva, mira alla sensibilizzazione sulle condizioni di vita nei penitenziari e a fornire un supporto concreto per la risocializzazione delle persone private della libertà personale

Più voce ai diritti dei detenuti grazie al protocollo d’intesa siglato questa mattina a Campobasso presso l’Ufficio del Garante regionale dei Diritti della Persona, Leontina Lanciano. Il documento, firmato nella sede della Regione Molise, è stato sottoscritto, oltre che dalla dottoressa Lanciano, dagli esponenti delle principali istituzioni e associazioni da sempre impegnate sul fronte dei diritti e delle garanzie nell’ambito del sistema carcerario e penale: Giuseppe Di Leo per Ulepe, Gianmario Fazzini per Antigone, Jula Papa per Cittadinanzattiva Molise Onlus.

Si tratta di uno strumento importante – è stato evidenziato nel corso dell’incontro – perché consentirà di incrementare la collaborazione tra le istituzioni, le associazioni e gli enti che operano nel settore. Lavorare in maniera sinergica e in rete contribuirà ancora di più a una proficua analisi delle problematiche specifiche e ad una loro ottimale risoluzione. L’obiettivo primario, comune a tutte le parti interessate, è naturalmente quello di assicurare la giusta tutela e garanzia dei diritti fondamentali della persona, che deve restare un punto fermo in qualsiasi circostanza, e quindi anche nella vita all’interno delle strutture penitenziarie“.

Tra le iniziative più rilevanti contenute nello strumento firmato oggi, “c’è – comunica la Garante – la volontà di istituire di un ‘Osservatorio permanente carcere e territorio’, che mira a fornire risposte concrete alle aspettative di risocializzazione dei detenuti, offrendo allo stesso tempo un necessario strumento di supporto a tutte le diverse iniziative promosse in questo settore. Tramite l’Osservatorio, sarà possibile predisporre le linee di intervento da sottoporre ai competenti enti pubblici e verificare l’efficacia dei progetti operativi come risposta alle problematiche emergenti. Tutto ciò contribuirà a favorire lo sviluppo di una cultura di solidarietà e di rispetto nei confronti dell’identità e dei bisogni delle persone private della libertà personale“.

Il protocollo prevede, poi, la costituzione di un tavolo tecnico regionale che, attraverso il confronto periodico tra i soggetti interessati, consentirà la pianificazione strategica delle iniziative da portare avanti. Gli obiettivi che il documento si prefigge sono molteplici. In particolare, si legge nel Protocollo d’intesa, c’è la promozione di “attività per la sensibilizzazione della situazione degli istituti penitenziari italiani, nonché di quelle attività volte alla risoluzione di problematiche legate alla sanità delle persone private della libertà personale e quella di promuovere attività volte al reinserimento nella società dei detenuti, anche attraverso attività lavorative (e/o di acquisizione di abilità e nozioni“. Si punta, inoltre a “organizzare seminari e convegni rivolti ai cittadini per illustrare la situazione nelle carceri e le tematiche della giustizia riparativa, nonché eventi tesi alla sensibilizzazione del problema del sovraffollamento delle carceri“. Saranno incentivate “iniziative mirate alla valorizzazione delle risorse territoriali (enti ed associazioni onlus) impegnate nelle attività dei lavori socialmente utili e/o del volontariato“, in modo da rendere partecipe la comunità di ogni intervento volto all’inclusione sociale.