Catia e Nadia. Figo a chi? Due storie, due punti di vista sulla malattia

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nadia e catia

E’ diventata virale e l’hanno ripresa anche i media nazionali la polemica social che è nata in seguito ad un post pubblicato qualche giorno fa su Facebook da Catia Brozzi in risposta allo sfogo in diretta tv della Iena Nadia Toffa, tornata sulle scene dopo aver combattuto e vinto la sua personale battaglia con il cancro e che ha ricevuto la solidarietà di moltissime persone.

Dal canto suo anche la vicenda di Catia, che ha perso sempre a causa di un cancro sua mamma in soli due mesi, è diventata virale, diffondendosi tra centinaia di migliaia di utenti che hanno condiviso, commentato e ripubblicato il suo pensiero su cosa significhi vivere la malattia dal punto di vista di chi assiste un familiare malato in un paese come l’Italia dove curarsi non è sempre facile e accessibile e dove guarire in alcuni casi resta una vana speranza.

“Beata te cara Nadia Toffa che in due mesi hai scoperto di avere un tumore, hai fatto l’intervento, chemio e radio, sei già al lavoro e ti dichiari guarita (????) Sai, qui, nel mondo di noi comuni mortali, ci sono persone che in due mesi non riescono neanche ad avere una diagnosi, dati i tempi biblici delle prenotazioni ospedaliere, magari muoiono ancor prima di sapere di che male soffrissero“. Esordisce così Catia nel suo sfogo e nelle sue parole si sono identificati in tanti che ogni giorno vivono coraggiosamente la malattia delle persone care, soffrendo il più delle volte in solitudine e armandosi di una corazza di amore e determinazione per affrontare il calvario della malattia e delle trafile burocratiche che spesso sono un vero schiaffo in faccia a chi già deve lottare con qualcosa che appare una montagna insormontabile.

Dunque chi sono i veri guerrieri? Chi è davvero “figo”? Nadia Toffa con la sua disarmante sincerità nel raccontare il suo percorso ha mostrato il volto sorridente di chi vince ed è stata di grande conforto, dando a molti la forza e la speranza per continuare a lottare. Catia, dal canto suo, è l’immagine di chi vede la propria madre soccombere alla malattia, ma anche di chi resta accanto a chi si spegne ogni giorno un po’ con altrettanto coraggio. Un coraggio che non è facile avere e che qualche volta anche per semplice stanchezza e disillusione vorresti mollare.

Il punto è questo: è davvero necessario parteggiare in questo confronto? Fiumi di commenti e parole si stanno spendendo per difendere la posizione di Nadia o di contro quella di Catia. Ma perchè? Ci sono situazioni in cui tifare per una o l’altra cosa ha davvero poco senso. Siamo di fronte a due ragazze entrambe coraggiose, entrambe oneste e dirette e che meritano la stima e la solidarietà di tutti noi.