Cercemaggiore: comunità scossa dal dolore. Non si può morire a 21 anni

Non c'è una spiegazione alla morte precoce, non c'è rassegnazione quando si muore a 21 anni. Non c'è una soluzione che permetta di accantonare il dolore

morti sul lavoro

Ennesima morte bianca. Ennesima tragedia immane che, questa volta, porta il nome di C. F., 21 anni appena, di Cercemaggiore. La notizia ha scosso tutti, un’intera comunità piange la giovane vittima che, dipendente di una ditta di Cercemaggiore la quale effettua lavori in subappalto per conto di Enel, è stato colpito violentemente da un gancio meccanico. A nulla è servito il casco da lavoro. Una lotta impari con una carrucola che, sganciatasi da un filo metallico da un’altezza di circa 8 metri, piomba sul dispositivo di protezione, forandolo.

Una catastrofe indescrivibile la quale accompagna l’altro scioccante avvenimento che accadde lo scorso giugno in Molise, il quale vide la morte di un giovane 22 di Bojano presso la Serioplast di Pozzilli. Un tessuto sociale sempre più disperato, un quadro che fa rabbrividire tutti.

Decessi giornalieri, stragi che sono grida d’aiuto. Quella delle morti bianche è una pandemia che va avanti da troppo tempo, silenziosamente. Una famiglia dal cuore spezzato, un pomeriggio di un 27 agosto qualsiasi che nessuno dimenticherà mai.

La redazione si lega al dolore dei genitori di C.F., al dolore del fratello e della famiglia tutta. Che la terra ti sia lieve.