Economia, digitalizzazione, sostenibilità e ambiente: i temi del World Economic Forum

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Tenutosi dal 22 al 25 gennaio 2019 a Davos, nelle Alpi svizzere, anche quest’anno il World Economic Forum ha portato alla luce importanti temi di stringente attualità, ospitando esperti di caratura mondiale, esponenti del mondo politico e delle istituzioni, oltre che rappresentanti della società civile, pronti a far sentire la propria voce per un mondo più giusto, equo e vivibile. Tanti i temi affrontati, non solo con riferimento all’economia globale ma anche con riguardo a questioni civili complesse e sempre più discusse, come le tematiche della sostenibilità ambientale, della parità di genere e della digitalizzazione globale.

Nonostante l’assenza di alcuni importanti leader mondiali, come Trump, Macron, May e Xi Jinping, la 49esima edizione del World Economic Forum ha posto al centro dell’attenzione tematiche di cruciale rilevanza, in un’epoca sospesa tra un’innovazione tecnologica sempre più rapida e problemi di natura atavica ancora irrisolti, vedi lo sviluppo di quelle aree tuttora caratterizzate da vaste sacche di povertà. È proprio in questo solco che si è mossa gran parte degli incontri tenuti nella località svizzera, in cui esperti di economia, informatica, politica e non solo si sono concentrati sull’importanza di una globalizzazione 4.0.

Con questa espressione, in particolare, si è voluta sottolineare l’esigenza di una governance che sia innovativa ed efficace, volta a modificare in parte i percorsi finora seguiti e a dar vita a una globalizzazione che sia realmente inclusiva e sostenibile. È proprio Klaus Schwab, ingegnere ed economista tedesco fondatore dell’evento annuale, a segnalare l’importanza di questo cambio di passo, evidenziando la necessità di porre finalmente al centro dell’attenzione l’uomo e superare l’instabilità sociale e politica di questa fase storica.

Si colloca proprio in questa direzione l’ampio spazio riservato nel corso del forum alle tematiche ambientali, la cui risoluzione diventa sempre più essenziale se si vogliono evitare conseguenze gravi per l’intero pianeta. Sotto gli occhi dei leader politici presenti, come Angela Merkel, Shinzo Abe, Pedro Sanchez, Giuseppe Conte e Jair Bolsonaro, da più parti si è alzata la voce per sollecitare interventi rapidi e risolutivi affinché si cominci a tutelare seriamente l’ambiente con politiche concrete. Proprio il neopresidente brasiliano, come avvenuto alla Cop 24, è stato fortemente pressato riguardo al futuro dell’Amazzonia e alle azioni che il suo governo sembra intenzionato a porre in essere, che secondo gli ambientalisti metterebbero a forte rischio l’intero ecosistema del polmone verde mondiale.

Un tema, quello del clima, che ha incontrato la condivisione della premier neozelandese Jacinda Ardern, la quale si è impegnata ad allontanare l’attenzione ai soli indicatori economici, come il PIL, per riportare al centro della politica anche il benessere della popolazione e degli ecosistemi.

Tra le voci presenti a Davos, spicca anche quella di Maria Konnikova, nota scrittrice, psicologa e pokerista di fama mondiale, protagonista di due conferenze legate ai temi della percezione del rischio nelle diverse aree del mondo (“Global Risk Perception, Deception and Delusion”) e degli aspetti psicologici legati alla tendenza umana a cadere nei tranelli e nelle truffe (“The Psychology of the Con: How Not to Get Fooled”), tema quest’ultimo ampiamente trattato nel suo libro “The Confidence Game: Why We Fall For It… Every Time”. Maria Konnikova ha dunque affrontato con il suo consueto piglio propriamente psicologico tematiche di stringente attualità, come quelle dell’imbroglio e della fiducia, che oggi si manifestano in maniera sempre più evidente nel rapporto sia tra gli individui durante le proprie attività quotidiane, sia in maniera più ampia tra i cittadini e le istituzioni, chiamate a rispondere in maniera chiara e senza sotterfugi ai bisogni di una popolazione mondiale schiacciata da più parti.

Pur toccando temi apparentemente lontani tra loro, come l’economia, la tecnologia e l’ambiente, il World Economic Forum 2019 ha messo in mostra la forte interconnessione che tutti questi aspetti presentano, evidenziando come le azioni da porre in essere nell’ottica di un miglioramento del benessere globale non possano prescindere dal tener conto dei fattori caratterizzanti di ciascuno di essi. Sarà interessante a questo punto vedere cosa accadrà dopo tante parole e come reagiranno i governanti – in particolare quelli più conservatori e scettici – di fronte alle istanze di categorie così diverse tra loro.