HIV, come mai tanta ignoranza su questo virus?

In Italia ci sono circa 130.000 persone con Hiv e di queste più di 100.000 sono in trattamento. Spesso si trasmette per ignoranza. Di chi è la colpa?

L’HIV è virus dell’immunodeficienza umana che attacca e distrugge, in particolare i globuli bianchi, i linfociti CD4, responsabili della risposta immunitaria dell’organismo. Di conseguenza il sistema immunitario viene indebolito fino ad annullare la risposta contro altri virus, batteri, protozoi, funghi e tumori. Quando una persona contrae il virus tutto ciò che riguarda la sfera personale di ciascuno è oggetto di tutela. Questo principio è fondamentale quando si parla di infezione da Hiv, essendo spesso le persone sieropositive vittime di discriminazione e emarginazione. La risposta negativa della collettività, nella maggior parte dei casi, crea danni psicologici, e spesso è difficile venirne fuori.

L’infezione si verifica quando il virus riesce ad entrare nel corpo di un’altra persona, attraverso ferite della pelle o lesioni anche non visibili delle mucose. Le vie di trasmissione sono:

  • sessuale: attraverso rapporti non protetti da un efficace metodo di prevenzione (profilattico, PrEP o U=U);
  • ematica: con lo scambio di siringhe o la condivisione di strumenti per l’uso di sostanze psicoattive ma anche tramite la trasfusioni di sangue contaminato;
  • verticale: da madre a neonato durante la gravidanza, al momento del parto e, più raramente, ma possibile, attraverso l’allattamento al seno.

A causa dell’ignoranza che c’è nella conoscenza della malattia si pensa che il virus possa essere trasmesso anche con altre modalità. Da sottolineare che esso NON VIENE trasmesso:

  • attraverso saliva, lacrime, sudore, urine, punture di zanzare
  • condividendo le stesse stoviglie, bagni, palestre, piscine e altri luoghi di convivenza.

E’ un virus così diffuso e ancora c’è tanta ignoranza. Come mai?

Probabilmente la non prevenzione è colpa della non informazione. Zero informazione uguale a zero prevenzione. Ma si può continuare a vivere nell’ignoranza? Dovrebbe essere garantita una maggiore sensibilizzazione al tema, ma, ancor prima, dovrebbe essere svolta una maggiore educazione sessuale, a partire dalla pre-adolscenza (calcolando che l’età media dei primi rapporti sessuali si è abbassata), senza considerare il sesso un tabù, ma affrontando lo sviluppo della sessualità come l’elemento sostanziale dell’essere umano poiché, oltre alla riproduzione, esso coinvolge gli aspetti ontogenetici generali dell’individuo, come lo sviluppo dell’identità e la formazione delle sue relazioni nell’ambiente di vita.