Infortuni al femminile, sanità e assistenza sociale i settori più rischiosi per le donne

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Festeggiare le donne nella giornata dell’8 marzo non significa solo omaggiarle con fiori, poesie e frasi fatte sulla parità di genere, ma si festeggiano le donne anche con la consapevolezza di quanto conti il loro lavoro nella nostra società e di quanto questo possa essere anche rischioso, specialmente in alcuni settori occupazionali.

E’ quanto l’Anmil (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del lavoro) si è proposta di fare in concomitanza con la festa della donna, organizzando sul territorio incontri e diffondendo dati circa il tema degli infortuni sul lavoro al femminile.

In Italia, nel 2017, si sono registrati 228.744 infortuni, di cui 179.074 in occasione di lavoro e 49.670 in itinere, mentre per quanto riguarda gli infortuni mortali, il 2017 ha visto 102 casi, di cui 48 in occasione di lavoro e 54 in itinere (dati Inail).

dati infortuni femminiliUn primo dato che emerge osservando il grafico è che il settore nel quale si ravvisa la maggiore incidenza di infortuni per le donne è quello della sanità e dell’assistenza sociale. Settore, forse l’unico, dove si registra la maggiore presenza femminile, circa il 70%, e nel quale, di conseguenza, le donne sono esposte maggiormente al rischio di incidenti sul lavoro. Si stima, infatti, che una donna su tre tra quelle che subiscono un infortunio sia un’infermiera.

Il rapporto dell’Anmil vuole essere uno stimolo ad una maggiore attenzione alla sicurezza nei luoghi di lavoro e richiama l’attenzione anche sulle conseguenze psicologiche che subire un infortunio determina. Aspetto, questo, molto spesso sottovalutato.