L’amore per il Molise non è un fugace colpo di fulmine…preelettorale. La lettera di un molisano

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foto politici italiani

“Caro Molise, ti voglio bene perché i miei antenati ti difesero dai Saraceni ed i miei genitori ebbero la fortuna di applaudire il generale Montgomery che vinse la battaglia di Termoli…”.

E’ l’esordio della lettera d’amore scritta da Luigi De Gregorio sul Fatto Quotidiano e rivolta alla piccola regione in questi giorni al centro delle chiacchiere preelettorali e diventata improvvisamente ago della bilancia per le scelte politiche nazionali.

Un campione di persone diventate improvvisamente note e rilevanti, utili secondo strani disegni politologici ad una statistica post e preelettorale fatta di totale imprevedibilità, di ipotesi, illazioni e previsioni campate assolutamente sulle nuvole.

Campobasso, il capoluogo definito da Crozza come una sorta di caput mundi del voto, improvvisamente esiste e conta in questa vicenda grottesca e, visto l’enorme disorientamento generale, anche un po’ drammatica.

Ma c’è anche chi l’amore per questa terra, un amore lungo e duraturo, lo professa sempre, 365 giorni l’anno, anche quando del Molise si mette addirittura in dubbio l’esistenza.