L’uso scorretto dei dispositivi tecnologici nei bambini: rischi e danni

In Italia il 71% dei bambini è maggiormente interessato a trascorrere il proprio tempo libero utilizzando uno strumento digitale. Questo rappresenta un enorme campanello d'allarme: i bambini preferiscono uno strumento digitale, piuttosto che giocare all'aria aperta, incontrare amici e stare con le figure significative. C'è una situazione di pericolo che bisogna combattere con piena consapevolezza.

L’utilizzo dei dispositivi tecnologici non è da demonizzare in sé, ci sono aspetti positivi legati a un uso consapevole, ma i fattori di rischio sono notevoli nel momento in cui gli adulti non riescono a gestire il processo educativo dell’utilizzo della tecnologia nei bambini. Nelle famiglie i dispositivi tecnologici sono diventati quasi uno strumento necessario per svolgere qualsiasi attività.

Ma quali sono gli effetti del digitale sulle emozioni e sulle abilità comunicative e relazionali? Sicuramente ci si confronta di meno, ci si scambia meno pensieri, ci si allontana, non si discute più faccia a faccia, ma ci si chiude in se stessi senza confrontarsi. Questi fattori sono presenti sia negli adulti che nei giovanissimi e addirittura nei bambini. Il 38% dei bambini di due anni gioca e guarda video su dispositivo mobile, il 63% dei bambini sotto gli otto anni utilizza quotidianamente smartphone e tablet dei genitori e il 44% tra 5 e 13 anni navigano abitualmente in rete.

La tecnologia è così diffusa e naturale per i bambini, che i genitori spesso non sanno come gestirla e reagiscono sottovalutando il problema o vietando di utilizzare internet. Computer e tablet, tuttavia, non sono buoni o cattivi di per sé, bensì in relazione al modo in cui vengono utilizzati. È certamente risaputo che la rete è uno dei modi per avere informazioni istantanee e accorciare anche i tempi di lavoro, ma nel momento in cui l’uso della rete è permesso anche ai più piccoli, bisogna tener contro dei rischi per la loro salute. Il trascorrere troppe ore davanti ad uno schermo, ad esempio, può tradursi in danni fisici e psicologici: come il sovrappeso, la sedentarietà, danni alla vista, scarsa capacità di concentrazione e difficoltà nello studio, comportamenti aggressivi e asociali.

Secondo l’indagine condotta dal gruppo del Centro per la Salute del Bambino i rischi che si corrono utilizzando le tecnologie digitali riguardano, in generale, televisione, dispositivi mobili, videogiochi, App e Internet. Per quanto riguarda la televisione, se ne viene fatto un uso scorretto, per esempio per più di 2 ore al giorno, essa può portare ad una eccessiva immobilità ma anche ad una vera e propria interferenza nelle relazioni familiari. Discorso analogo viene affrontato per i videogames: è vero che possono essere un mezzo per acquisire abilità visivo-motorie e di socializzazione, se si considerano i giochi in cui è necessaria la cooperazione con altri, ma possono generare ansia e irritabilità, che a loro volta portano a disturbi del sonno e a comportamenti negativi e violenti, e quindi a difficoltà di relazione.

Tra i pericoli maggiori emersi dall’abuso dei media digitali c’è il cosiddetto analfabetismo emotivo, espressione usata da Goleman con la quale si delinea una personalità con una scarsa consapevolezza delle proprie emozioni e dei comportamenti che esse determinano; questo causa una limitata conoscenza delle ragioni che portano alla nascita di una particolare emozione. Tutto ciò arriva a tradursi in un’incapacità nel provare empatia verso gli altri, le loro emozioni e i comportamenti messi in atto. Per scongiurare i rischi di cui abbiamo parlato è opportuno mettere in atto una strategia preventiva, nei primi anni di vita del bambino, per fare in modo che questo non accada. Bisogna fare il possibile per contrastare la tendenza, diffusa dei nostri giorni, di usare le opportunità tecnologiche in modo totalmente passivo, facendosi quasi possedere da esse.