Molise. Segnali di rinascita: il Pil è stabile e l’economia cresce

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IMPRESE VERSO LA GREEN ECONOMY , DOMANDE ENTRO IL 18

La nostra regione conquista la medaglia di bronzo, tra tutte le regioni del Sud, per le performances economiche ottenute durante il 2016. Messo dietro solo da Campania e Basilicata, il Pil del Molise regge, con una percentuale che si attesta all’1,6%, praticamente identica a quella del 2015 che si era fermata all’1,7%, e si dimostra pronto a ripartire.

A trainare i deboli segnali di rinascita, anche se siamo ancora molto lontani dai valori del 2007, ultimo anno positivo prima della crisi che ha investito il Paese in questo ultimo decennio, sono il settore dell’edilizia, quello delle esportazioni e quello dei servizi.

Le industrie portano, in generale, a casa un buon bilancio; in testa troviamo la produzione di prodotti agroalimentari e di derivati chimici, classici dell’economia molisana, ma anche il settore del terziario dà buoni segnali, nonostante il turismo ancora stenti a decollare, a fronte di un vivace aumento della domanda.

Ancora debole, inoltre, il sostegno da parte del Governo, delle Amministrazioni Pubbliche e del credito al consumo, anche se la situazione generale fa ben sperare e nuove misure finanziarie agevolate sono state varate recentemente.

Il mercato del lavoro conferma il piccolo balzo che aveva già fatto nell’anno precedente e migliorano in particolare le condizioni delle lavoratrici e degli under 35; ciò si riflette sull’economia familiare che segna qualche importante successo, con il debito che cala e i consumi che crescono. Più investimenti e più liquidità sui conti correnti, anche grazie al boom del Digital Banking che propone prodotti online molto concorrenziali (vedi ad esempio i migliori conti online a zero spese su Cartedipagamento.com) e di facile accesso, a fronte di una crisi del settore bancario tradizionale, reo anche di aver messo in seria discussione  la fiducia che i cittadini avevano sempre riposto nelle banche.

Le famiglie si indebitano di più, e se questo può apparire una notizia negativa, in realtà riflette anch’essa un segnale di ripresa, perché significa un aumento dei consumi durevoli, ovvero quelli che soddisfano bisogni protratti nel tempo, quali automobili, elettrodomestici e beni immobili, e non limitati alla sopravvivenza quotidiana.

A ciò corrisponde una ripresa del credito al consumo, dopo anni di paralisi del settore, causata dal sovraindebitamento dei consumatori che aveva fatto crollare la credibilità creditizia degli stessi e aveva reso molto difficile l’accesso alla richiesta di finanziamenti e debiti personali.

Anche il mercato immobiliare respira, complici tassi dei mutui ai minimi storici, prezzi ancora contenuti e una qualità del credito che ha visto una flessione positiva.

Si muove, infine, anche il settore dei finanziamenti agevolati per le imprese, mirati a dare sostegno concreto ai quei cittadini che hanno professionalità da spendere per il bene del paese ma sono privi del capitale per cominciare una nuova attività.

Prove generali di rinascita, insomma, che vanno accolte con entusiasmo e ottimismo, anche se la strada da fare è lunga e, per ora, ancora in salita.

Ma, almeno, ci siamo messi in marcia.