Piazza Crapsi nel cuore di Campobasso ma abbandonata a se stessa

Chissà quante persone passando davanti a piazza Crapsi si sono finora chieste a chi appartenga quel nome scritto sulla targa di marmo posta su un lato dello slargo. E chissà quanti dopo essersi fatti la domanda si siano informati sul deputato di Santa Croce di Magliano: il primo molisano eletto alla Camera sotto il simbolo del partito comunista. Ma Crapsi, non è stato solo un parlamentare e un attivissimo sindacalista, è stato soprattutto un figlio del Molise, un figlio della nostra terra. Terra che amava e che difendeva la sua gente con battaglie che hanno lasciato il segno. Anche Wikipedia ce ne racconta qualcuna.

Lui era un uomo che credeva profondamente in quello che faceva e che conosceva e rispettava il ruolo politico e di rappresentanza che gli era stato affidato da chi, in lui, aveva riposto la propria fiducia. Tornando a piazza Crapsi, che una vera piazza non sembra visto che misura meno di un monolocale, versa da tempo in uno stato di completo abbandono. Come se non bastasse anche l’accesso allo slargo è parzialmente impedito dai cassonetti della spazzatura, sempre stracolmi…che a dire il vero una bella cornice non sono. Da mesi i cordoli sono rotti e gran parte della pavimentazione è saltata, molte piastrelle sono state posate, provvisoriamente, su una delle panchine, ma la sistemazione sembra diventata permanente.

E’ uno spettacolo sgradevole per chi lì ci vive e per le migliaia di persone che in quel punto – incrocio via Garibaldi,  via Cardarelli, via Petitti – passano sia a piedi che in auto. Una mancanza di decoro che non rende giustizia nemmeno a chi quello slargo è stato intitolato. Forse Nicola Crapsi meritava più di una quarantina di metri quadrati di rientranza su via Cardarelli, ma se poi quello spazio, a poche centinaia di metri dal Municipio, viene dimenticato svanisce pure lo spirito di omaggiare con l’intitolazione il deputato molisano. Probabilmente in un periodo storico in cui si ‘tagliano’ i parlamentari non ha più tanto valore nemmeno il ricordo di chi, come Nicola Crapsi, in Parlamento ci è andato per continuare un impegno che aveva avviato anni prima fuori da Montecitorio e per poter meglio difendere chi continuava a lottare sul campo ne nei campi. Erano altri tempi e altri modi di fare politica e di essere politici. Politici che oggi passano più tempo nei salotti delle televisioni che sugli scranni oggi più live di cinquant’anni fa ma con un peso diverso.