E’ possibile definire l’amore?

Cos'è l'amore? Indipendentemente se sia ricambiato o meno, non dobbiamo mai nascondere i nostri sentimenti...le cose buone non scappano via. Jhon Steinbeck prova a spiegare, in una lettera al figlio Thom, cos'è l'amore.

Una delle domande più frequenti della nostra vita è proprio Che cos’è l’amore? Probabilmente è uno dei tanti interrogativi esistenziali al quale è difficile trovare una risposta. Spesso si tratta di una domanda dolorosa quando l’amore manca, o se n’è andato, oppure è tormentato.

L’amore, soprattutto nella fase dell’adolescenza, riveste un significato particolare; è vissuto come valore assoluto ed è visto come un cogliere, nella persona amata, soltanto le qualità. L’innamoramento, della fase adolescenziale, consiste nell’idealizzazione totale della persona amata. Talvolta si soffre per molto tempo a causa di un amore non ricambiato, altre volte si dimentica facilmente e altre volte, anche se c’è l’amore, si accantona qualcuno perché non è stato possibile trovare un punto di incontro tra due caratteri.

Dopo la morte di John Steinbeck, autore americano a cui è stato conferito il Premio Nobel per la letteratura nel 1962, è stato pubblicato un volume, A Life in Letters, che raccoglie molte corrispondenze epistolari tenute dallo scrittore nel corso della sua vita. Una delle lettere più belle e significative è indirizzata al figlio Thom, allora adolescente, il quale aveva confessato al padre di essere disperatamente innamorato di una compagna di scuola di nome Susan. Steinbeck, in questa lettera, cerca di spiegare al figlio cos’è l’amore, parole che, ancora oggi, sono valide. L’autore, riferendosi al figlio, dice:

innanzitutto, se sei innamorato, questa è una buona cosa – direi che è la cosa migliore che possa succedere a chiunque. Non lasciare che nessuno la riduca a una cosa piccola e insignificante“.

Steinbeck sostiene che esistono diversi tipi d’amore: l’amore egoista, meschino, avido, interessato, che usa l’amore per il proprio narcisismo che viene definito brutto e paralizzante. L’altro è un fuoriuscire di tutto ciò che c’è di buono: si tratta di una forma di rispetto che consiste nel riconoscere un’altra persona come unica e preziosa. Il primo tipo d’amore rende ammalati, piccoli e deboli, ma il secondo può liberare forza, coraggio, bontà e saggezza. Per questa ragione l’autore invita il figlio a gioire e ad essere felice in quanto l’oggetto dell’amore è la cosa più bella che esista.

Se ami qualcuno, non c’è assolutamente nulla di male nel dirlo”.

A volte può accadere che l’amore non sia reciproco, ma questo non rende i sentimenti meno preziosi e meno degni, perciò non bisogna preoccuparsi di perdere, se qualcosa deve succedere, succederà: l’importante è non avere fretta perché, dice Steinbeck, “le cose buone non scappano via“.