“Ricordare è dovere”: Liliana Segre e il suo 25 aprile 1945

liliana segre

Un tweet senza riferimenti diretti alle polemiche politiche di questi giorni, senza neanche il bisogno di citare la ricorrenza che si avvicina, il 25 Aprile, la Festa della Liberazione. Poche parole, e una foto: la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di concentramento nazifascisti, posta su Twitter la foto della pietra d’inciampo posata nel 2017 davanti alla sua casa di corso Magenta e dedicata a suo padre Alberto, antifascista arrestato l’8 dicembre 1943, deportato e morto a Auschwitz il 27 aprile 1944. “Questa è la Pietra d’Inciampo di fronte alla casa dove abitavamo a Milano. Ricordare è dovere. La memoria va difesa e diffusa“. (tratto da la Repubblica MILANO.it)

liliana segreCustodire la nostra storia tramandando alle nuove generazioni cosa è stato per l’Italia il 25 aprile del famoso ’45 e cosa l’occupazione nazista e il regime fascista hanno provocato nel nostro paese. La senatrice Liliana Segre non ha avuto bisogno di molte parole, ma nel tweet da lei postato ha voluto lanciare un monito chiaro e diretto. Lei, attiva testimone della Shoah, si è sempre impegnata nel campo sociale portando soprattutto ai giovani la sua testimonianza.

88 anni sulle spalle e non si stanca mai di ricordare quanto la storia sia maestra di vita e quanto da lei possiamo apprendere per evitare gli stessi errori commessi nel passato. Per questo è molto critica anche sul fronte dell’immigrazione: si oppone fermamente all’odio razziale e a qualsiasi legge discriminatoria contro i popoli nomadi e le minoranze etniche.

È il bisogno di odiare che muove certa gente. Appena messo piede in Senato mi sono battuta per una legge contro gli hate speech. L’odio torna a galla in contesti molto diversi – afferma la senatrice in un’intervista al Corriere della SeraPer strada, su Internet soprattutto. È un sentimento che c’è sempre stato: la storia è fatta di corsi e ricorsi. Diciamo che dopo la Seconda guerra mondiale, dopo tutto quello che si era visto e sofferto, si aveva paura di ripetere certi atteggiamenti. Si è abbassato il volume, non si è spenta la musica“.