Settimana Internazionale per il Disarmo: un impegno urgente

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La Settimana internazionale del Disarmo si celebra dal 24 al 30 ottobre in tutto il mondo. Istituita dalle Nazioni Unite il 24 ottobre del 1978, ogni anno si presenta come un’occasione per invitare gli Stati ad adottare politiche che favoriscono l’abbandono progressivo e definitivo delle armi. Tuttavia, nelle agende politiche internazionali non sembra esserci il tema del disarmo. Nei giorni scorsi il presidente Trump ha dichiarato, infatti, che gli Stati Uniti usciranno dall’accordo sui missili nucleari siglato con l’Unione Sovietica nel 1987. E se non ci sarà un nuovo accordo con Russia e Cina, gli Usa svilupperanno nuovi armamenti.

Ma la corsa agli armamenti non riguarda soltanto gli Usa, che secondo il rapporto Sipri (Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma) sono al primo posto nelle spese militari nel 2017, con un totale di 610 miliardi di dollari (3,1% del PIL). Nonostante la spesa statunitense nel 2017 sia inferiore del 22% rispetto al picco raggiunto nel 2010, la tendenza al calo si è attenuata. Alla fine del 2017, il Senato degli USA ha approvato un aumento sostanziale del budget militare (700 miliardi di dollari).

Nel 2017 la Cina ha stanziato circa 228 miliardi di dollari per le forze armate, con un aumento del 5,6% rispetto al 2016. L’Arabia Saudita è diventata il terzo paese per spesa militare a seguito di un aumento del 9,2%, per un totale di 69,4 miliardi. La spesa della Russia è stata invece ridotta del 20% (66,3 miliardi di dollari) posizionando il paese al quarto posto. L’India, la cui spesa è aumentata del 5,5% nel 2017 raggiungendo i 63,9 miliardi di dollari, si posiziona invece quinta. Anche in Europa occidentale la spesa è cresciuta, per il terzo anno consecutivo, dell’1,7% rispetto al 2016. Nell’Africa-subsahariana le spese militari sono l’1,3% del PIL, collocandosi al 42° posto nella classifica mondiale. Nel Ciad la percentuale è del 6,6%. Nell’Eritrea invece la spesa è aumentata fino ad incidere sul 20,9% del PIL.

Secondo la Rete Internazionale del Disarmo: “Quest’anno è importante ricordare la proposta di un’Agenda politica per il Disarmo dal titolo “Proteggere il nostro futuro” avanzata nel maggio 2018 dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. È davvero significativo che sia stata per la prima volta costruita un’agenda politica internazionale basata proprio sul disarmo. Tutto il sostegno della RID va quindi a questa iniziativa e a questa prospettiva, che si basa sui pilastri del “Disarmo per salvare l’Umanità”, “Disarmo per salvare vite”, “Disarmo per le generazioni future”. La Rete italiana per il Disarmo e tutte le organizzazioni che la compongono fanno dunque appello alle forze politiche italiane affinché includano nelle proprie attività quotidiane e nella propria piattaforma di proposte i Suggerimenti dell’agenda per il Disarmo, ricordando inoltre lo stretto legame con gli Obiettivi di Sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030″.