Spreco alimentare: strategie per fermare il problema

C'è povertà ma il cibo continua ad essere sprecato. Proprio perché i dati sullo spreco alimentare sono impressionanti, la riduzione dello spreco assume sempre più rilevanza e molte sono le strategie messe in atto: nel Comune di Pont-Saint-Martin, per esempio, c'è lo sconto sulla Tari.

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Tra i cittadini italiani cresce l’interesse attorno al tema dello spreco del cibo, argomento di fondamentale importanza. Secondo i dati dell’Osservatorio Waste Watcher4 italiani su 5 auspicano di poter fare uso di una family bag al ristorante, 9 italiani su 10 considerano grave e allarmante la questione spreco legata al cibo, l’81% si dichiara consapevole che il cambiamento parte da noi, dalla propria famiglia e nel quotidiano.

Questa consapevolezza sullo spreco alimentare sta portando ad arginare il problema in diversi modi, per esempio in un Comune della Valle d’Aosta se si dona del cibo ai poveri, ci sarà uno sconto sulla tariffa della Tari. La notizia, riportata da un organo di informazione locale, riguarda il sindaco di Pont-Saint-Martin che, per incentivare l’aiuto ai meno fortunati ed evitare lo spreco di alimenti negli esercizi commerciali, ha pensato alla realizzazione di questo progetto. In Italia ogni anno vengono buttati nella spazzatura 145 chili di cibo per abitante. Nelle mense scolastiche e nei ristoranti, un pasto su tre finisce nel cassonetto e nei supermercati lo spreco alimentare pesa per 18,8 chili all’anno ogni metro quadro. Ma sul fronte del cibo sprecato, pare che ci siano anche buone notizie per l’Italia che è il quarto paese al mondo nella lotta allo spreco alimentare e nell’ultimo anno quasi tre italiani su quattro hanno diminuito gli sprechi alimentari. Non a caso in Italia, per sensibilizzare sull’importanza di questo tema, è stata istituita la Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare della lotta allo spreco alimentare.

Il Sindaco e Assessore alle Politiche sociali di Pont-Saint- Martin, per diminuire il fenomeno dello spreco del cibo, ha ben pensato che alle attività commerciali e industriali, le quali cedono alimenti ai poveri, il Comune applicherà una riduzione della tariffa della Tari proporzionale alla donazione. Le attività commerciali possono scegliere di fare le donazioni ad associazioni nel Comune o ad enti regionali. Per poter essere beneficiari della riduzione della Tari, che può arrivare fino al 20%, bisognerà donare almeno 50 chili di cibo in un anno, e presentare la documentazione necessaria. Lo spreco alimentare si combatte non solo portando a casa il cibo avanzato, ma introducendo buone pratiche a livello di processi e di sistema, come quella del sindaco di Pont-Saint- Martin. Nei ristornati infatti italiani, secondo gli ultimi dati, si sprecano ancora ogni anno 185mila tonnellate di cibo e con l’entrata in vigore della legge 166 contro gli sprechi alimentari, sono stati raggiunti importanti risultati in termini di gestione e recupero delle eccedenze alimentari. Da questo punto di vista il sistema delle donazioni certificate ha registrato un aumento delle donazioni e un incremento sulla tipologia di prodotti recuperati.

In termini di impatto ambientale si tratta di un problema enorme. Le perdite di cibo e lo spreco alimentare in generale rappresentano un grandissimo spreco di risorse usate per la produzione come l’energia, l’acqua e la terra. Produrre cibo che non sarà consumato porta a sprechi non necessari di fonti fossili, largamente impiegate per coltivare, spostare, processare il cibo, insieme al metano prodotto dalla digestione anaerobica che si ha quando i rifiuti alimentari vengono buttati in discarica.