Tornare a vivere insieme il paese. Ripalimosani si interroga e mette ‘in mostra’ la sua cultura

Dal 31 luglio al 13 agosto RIPAE INPVLSA, Rassegna di arte, foto e cultura. Per ritrovare un’identità perduta? Alcune riflessioni

RIPAE INPULSA OK

Chi siamo? Da dove arriviamo? Per quali azioni o motivi siamo conosciuti? I nostri pregi, i difetti del nostro popolo, le nostre abitudini… Quali sono i fatti storici che ci hanno messi in luce? Sono tutte domande che ogni persona si pone, prima o poi, in quanto parte di un popolo. Sono le risposte a questi quesiti  a dare ad ognuno il senso di identità, di appartenenza, che si riconosce nelle abitudini, negli usi comuni, nel linguaggio nel cibo tipico. Ma per rafforzare il senso identitario ci vuole la conoscenza, occorre capire quali sono i tratti comuni e riconoscerli in quelle che, ci piaccia o meno, sono le nostre viscere, il nostro essere.

Negli ultimi anni, soprattutto nell’ultimo ventennio, abbiamo assistito a Ripalimosani (come in altri borghi) ad un costante calo della voglia di stare insieme, di vivere gli spazi comuni. La piazza di Ripalimosani, fino alle soglie del 2000 sempre piena di gente proveniente anche da fuori, è oggi semivuota, morta, anche nelle serate estive, tanto attese dalle nostre parti per uscire di casa.

Da ragazza ricordo che scendevo la via principale senza un appuntamento preciso: tanto tra i gruppi che si formavano qua e là trovavo sempre amici con cui trascorrere piacevolmente il tempo. Oggi occorre invece avere un obiettivo, un appuntamento preciso con persone precise: senza certezza si rischia di andare in piazza e stare da soli.

Ripalimosani bellaPer un periodo la gente ha attribuito a ridotti programmi estivi di eventi la carenza di vita in paese, ma col tempo ha capito che non è così. E’ vero che le risorse da spendere sono diminuite e che ad esse sono stati adeguati i budget per l’intrattenimento, ma è anche vero che grazie all’impegno e alla passione di tante associazioni sono state sempre proposte serate simpatiche e spesso di qualità e che tradizioni come la Festa della Madonna della Neve o la Mascherata in inverno, seppur con sacrifici, sono state sempre garantite.

In verità è la gente che è cambiata: alle serate organizzate ci va, ma subito si ritira a casa o va altrove; alle tradizioni partecipa, ma più per abitudine o devozione che per il piacere di condividere momenti forti nella propria comunità. Si evita lo scambio, si fugge il confronto, quello aperto, vis à vis, che faceva anche alzare la voce all’una di notte se il nocciolo della questione non veniva sciolto in fretta. E si sentivano le voci dalle case che, come la mia, sono sulla piazza. Ma almeno si parlava, si dialogava.

Oggi piazza San Michele rimane vuota quasi subito. Al confronto si preferisce l’ipotesi, quando non la pura fantasia di chi, maggiormente dotato, riesce a fare delle vicende altrui o di quelle istituzionali vere e proprie telenovelas. I pettegolezzi ci sono sempre stati, direbbe qualcuno, li disegnano bene tutte le storie scritte dal compianto Nicolino Camposarcuno. Vero, ma erano un contorno goliardico alla sostanza. Oggi l’assenza assoluta di dialogo ha lasciato spazi enormi al gossip, ad una maldicenza che è capace di superare ogni rispetto e dignità. E danneggia un intero paese che perde di vitalità. E che non sa più stare insieme.

Non ha senso dare un valore positivo o negativo al modo di stare insieme, certo è che i momenti ricreativi di comunità mancano a tanti. Un dato dimostrato dalla presenza attenta ed appassionata alle proiezioni di Ripa anni ’80 proposte l’anno scorso al teatro comunale. Mentre il video scorreva nel teatro all’aperto gremito si ventilavano nomi, soprannomi, commenti, risate e anche lacrime, come davanti ad un filmino super8 di famiglia… segno di un passato comune che c’è, con tutto il suo carico di umanità.

ripa anticaLa storia è fatta di alti e bassi, l’uomo cerca sempre di colmare le assenze e anche in questo caso non mancano le iniziative per disegnare a Ripa una rinnovata identità. Una di queste è la Mappa di comunità, un insieme di azioni, pubblicazioni e manifestazioni che vogliono sottolineare storia, tradizioni ed abitudini in cui rivedersi, specchiarsi. Si tratta di iniziative coordinate da un gruppo di studiosi e di ricercatori con il supporto dell’amministrazione comunale, di professionisti del posto e di associazioni di volontariato.

In questo filone si inserisce anche l’evento “RIPAE INPVLSA – Rassegna di arte, foto e cultura” in programma a Ripalimosani dal 31 luglio al 13 agosto, proposta dall’associazione CGM che edita Il Gazzettino, la rivista di attualità e cultura che va a tutti i Ripesi del mondo.

“Il paese in cui si vive rischia di essere percepito e vissuto solo come luogo fisico in cui stare – spiega Antonio Iammarino che ne ha curato la realizzazione – La vita comunitaria si sposta quindi dal mondo virtuale e familiare direttamente agli spazi della città dove ci si incontra in massa e in maniera a volte anonima e confusa. La vita nel borgo piccolo viene vista come antica e priva di qualsiasi stimolo: non si sta più insieme nei luoghi del paese e il disinteresse storico e culturale nei confronti del proprio territorio causa un calo del senso di identità”

Per questo la Rassegna vuole offrire un’opportunità in più per riavvicinare la gente, soprattutto le nuove generazioni, alla bellezza paesaggistica e alla forza che Ripalimosani ha sempre rivestito nel sociale.

Sarà il Circolo Indipendente della piazza principale ad ospitare arte pittorica inedita sui monumenti e simboli di Ripalimosani realizzati dal Maestro Franco Muccino; arte fotografica mediante stampa di antiche foto dall’Archivio Iammarino; libri riguardanti Ripalimosani e gadget diversi, dalle t-shirt all’oggettistica.

Per ripartire dal tanto che abbiamo e ritrovare, pian piano, le capacità perdute di un popolo che ha detto e fatto tanto.