Un pezzo di mondo soffre in silenzio. Le 10 tragedie di cui i media non ci parlano

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Agli occhi dei mezzi di comunicazione non tutto ciò che succede nel mondo ha lo stesso peso e spesso accade che quando di una cosa non si parla è come se non stesse accadendo. Questo anche quando si tratta di vere e proprie tragedie umanitarie, che coinvolgono milioni di persone, ma di cui poco si dice e altrettanto poco si sa.

Evidentemente i numeri e i clic in un mondo dell’informazione sempre più liquido, come del resto la nostra società, contano di più che dare voce e volti a sofferenze che distruggono intere comunità e causano morti e fame tra le popolazioni di alcune zone della terra.

Per fare luce sulle crisi umanitarie dimenticate l’Organizzazione internazionale umanitaria Care ha diffuso un rapporto intitolato “Suffering in Silence” dove si parla delle 10 tragedie mondiali più ignorate dai media nel 2017.

In cima alla classifica di chi soffre in silenzio, come riportato dal Redattore Sociale, c’è la Corea del Nord, di cui il mondo dell’informazione parla, ma quasi esclusivamente in merito ai pericoli di una guerra nucleare, ignorando invece le sofferenze quotidiane di chi nel paese vive tra privazioni e limiti alla propria libertà personale.

E poi ancora ci sono Eritrea, Burundi, Sudan, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo (DRC), Mali, Bacino del Lago Chad (Niger, Camerun, Chad), Vietnam e Perù. In questi paesi si muore di fame, di guerra, di calamità naturali, di povertà, di disuguaglianze.

Non è giusto tacere queste tragedie. La voce di queste persone vale tanto quanto quella delle genti del resto del mondo.

Parliamone, non facciamoli soffrire in silenzio!