Benessere in azienda: progetto salute 4.0 con La Molisana e la Fondazione Giovanni Paolo II

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CONF STAMPA LA MOLISANA

Stamattina hanno effettuato i prelievi di sangue, poi si sono rifocillati a dovere prima di mettersi al lavoro. Sono 80 dei 135 dipendenti del pastificio La Molisana che hanno aderito al progetto di promozione della salute nei posti di lavoro Cura et Labora, realizzato dall’azienda insieme alla Fondazione Giovanni Paolo II.

Due eccellenze del Molise unite dunque per il benessere 4.0 dell’individuo. Obiettivo: affrontare il tema salute così come indica l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), investendo sul benessere generale, a 360 gradi, della persona.

sala analisi la molisana ridSe il dipendente sta bene, fisicamente e psicologicamente, lavora meglio. In termini strettamente economici e con un gioco di parole “il benessere del lavoratore fa bene all’azienda”, come hanno dimostrato gli studi condotti in merito negli ultimi cinquant’anni. E fa bene al clima che ogni giorno si respira in ufficio, in officina, in produzione. Se poi l’azione benefica viene condotta con convinzione da parte dei vertici, allora nel dipendente cambia la percezione del posto di lavoro, si sviluppa il giusto senso di appartenenza che permette a tutti di stare meglio, sotto ogni aspetto.

Su questi principi si fondano le iniziative di aziende che investono parte delle loro risorse in azioni che vanno oltre la mission puramente economica. E’ l’esercizio della responsabilità sociale d’impresa, una serie di azioni di carattere etico che appartengono alle aziende più attente e vanno oltre la strategia produttiva, rispondendo alla preoccupazione per le problematiche sociali che interagiscono con l’attività.

Attenzione però: promuovere il benessere del lavoratore non significa realizzare un progetto esterno alla quotidianità, ma inserire quest’ottica in ogni passaggio e in ogni momento dell’attività quotidiana”. E’ chiara nel suo messaggio Rossella Ferro, direttore marketing La Molisana, che insieme al direttore generale della Fondazione Giovanni Paolo II Mario Zappia ha illustrato l’iniziativa stamani. “Al centro dell’azione – ha spiegato la Ferro – c’è la persona, ci sono i due nostri interlocutori primari, il lavoratore e il consumatore, legati dallo stesso interesse: la salute. Noi stiamo nel mezzo e vogliamo rispondere con i fatti ad entrambi: sostenere le azioni di prevenzione per il primo e produrre alimenti sani per il secondo, credendoci fortemente. Inoltre siamo consapevoli che i ritmi di vita così veloci ed incalzanti siano per molti un deterrente che disincentiva gli screening ordinari della salute, ecco perché il programma di controlli e di screening avviene direttamente in azienda”.

Stesso ruolo ricopre nel progetto la Fondazione, che come Onlus ha messo al centro la molisanità (il 95% del personale è del posto) e il fattore sociale. Occhio, anche qui, alla persona umana, con la sua dignità, i suoi bisogni, la sua sofferenza, la sua speranza e il suo contesto.  “Siamo un’istituzione sanitaria molisana no profit che si ispira ai valori cristiani – ha detto Zappia – Vogliamo contribuire alla crescita integrale del territorio in una delle aziende che meglio incarna la bellezza di questa terra. Con lo screening i dipendenti possono evitare eventuali malattie identificandole in anticipo: il nostro operare nel sociale è anche questo”.

L’attenzione rivolta dal pastificio ed una serie di altre azioni condotte nei confronti dei dipendenti hanno permesso all’azienda di conquistare la certificazione etica un paio di settimane fa. A spiegarne il valore la responsabile del personale Patrizia Oriente, che ogni giorno rileva ed affronta le mille problematiche che si sviluppano tra i dipendenti, ricoprendo un ruolo mediatorio sempre più determinante nei sistemi aziendali di oggi.