Molise. Un programma del Dipartimento della Salute Mentale per arginare i rischi psicologici del distanziamento sociale

Si offre un servizio alla popolazione e ai soccorritori che sono in prima linea. Il consiglio del dottor Veltro: no al bombardamento di notizie, né alle giornate passate ai fornelli, meglio stilare un'agenda per programmare la settimana

Il distanziamento sociale, imposto per evitare che il coronavirus facesse più vittime di quante ne ha già fatte, ha portato indubbiamente molti benefici, ma è chiaro che ‘l’isolamento‘, per un essere sociale come l’uomo, di certo non fa bene all’umore. Umore che influenza le giornate e la quotidianità di chi vive questo tempo tra quattro mura e con un pesante punto interrogativo sulla testa che mina ogni più flebile certezza. Umore messo a dura prova da una situazione e da un virus di cui si sa ancora molto poco. Gli effetti della ‘reclusione forzata’ sono però già molto evidenti, basta accender la Tv per assistere a battibecchi al vetriolo o fare una ‘passeggiata’ tra i vari profili social per accorgersi della smisurata perdita di controllo, dell’irritabilità, della ricerca della polemica a tutti i costi. Sono i primi e più evidenti effetti di una quarantena che sta diventano ‘sessantena’ a cui nessuno di noi era abituato e che mai si sarebbe augurato di vivere. Ed ecco che per aiutare la popolazione ad affrontare le misure imposte dal Governo, il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASReM ha messo a punto un programma strutturato di intervento telefonico per l’emergenza psicologica legata alla pandemia COVID-19 e misure di distanziamento fisico.

Il programma viene, come si legge nella nota stampa inviata, effettuato da specialisti prevalentemente dei Centri di Salute Mentale di Campobasso, Isernia e Termoli“. Un programma omogeno e valido dunque sull’intero territorio molisano. Dal Dipartimento di Salute Mentale sottolineano che è garantita la privacy. Scendendo nel dettaglio spiegano che il programma “prevede l’intervento telefonico sia per la popolazione generale, sia per il personale sanitario attivamente coinvolto nell’emergenza. Per accedere al programma gratuito è sufficiente telefonare il lunedì pomeriggio dalle ore 15-17 e il giovedì mattina dalle ore 10-12 ai seguenti numeri telefonici: per la zona di Campobasso allo 0874/409922, per la zona di Isernia allo 0865/442295, per la zona di Termoli allo 0875/717859“.

A spiegare meglio l’iniziativa è il dottor Franco Veltro, direttore Dipartimento Salute Mentale ASReM. Vale la pena sottolineare che si tratta di un programma ‘pilota’ e che sta riscuotendo molto successo a livello nazionale. Una buona pratica di cui il Molise può essere orgoglioso. Orgoglio che si traduce in un sostegno psicologico alla popolazione “che affronta l’emergenza con problematiche di ansia correlate allo stress – spiega Veltro – ansia fisiologica che serve a far fronte alle varie situazioni ma che può diventare patologica. Non sono rari i casi di attacchi d panico o di insonnia che causa torpore mentale e confusione. Ma possono insorgere anche lievi forme depressive. Il distanziamento fisico, il fatto di dover restare a casa – continua il direttore del Dipartimento di Salute Mentale – il non praticare attività fisica limitano il controllo delle emozioni, fanno insorgere rabbia o che ci fanno abusare di cibo, di sigarette, di alcol. Ecco perché ritengo importante offrire un servizio alla popolazione. È un programma dettagliato quello che abbiamo messo a punto rivolto all’intera popolazione, ma anche ai soccorritori, a chi è in prima linea, che possono sviluppare ansia in forma più grave, depressione e, detto i maniera impropria, disturbi post traumatici da stress che sono quelli che si verificano dopo le catastrofi (terremoti, tsunami etc) e che non sono assimilabili all’impatto del distanziamento per coronavirus, ma che utilizziamo perché ancora non esiste un termine preciso per questa pandemia“.

Altro punto di forza, fondamentale, del programma è il coordinamento che il Dipartimento di SalutAe Mentale ha con le istituzioni come la Regione e la Protezione Civile, ma anche con associazioni di categoria e forze imprenditoriali con le quali saranno stipulati dei protocolli per formare dei gruppi di aiuto finalizzati al sostegno di quanti ad esempio, e ne sono tanti, hanno visto cambiare la propria situazione socioeconomica.

Un grazie – aggiunge Veltro – voglio dirlo ad uno sponsor molisano che attraverso una generosa donazione ci ha permesso di acquistare ben 7 notebook che ci faranno portare avanti il nostro programma“.

C’è una fetta della popolazione su cui pesano maggiormente gli effetti del distanziamento fisico?

Credo che le persone che abbiamo superato i 65 anni e che vivono sole siano le più esposte ai rischi della quarantena. È un target che va protetto con interventi sociosanitari. Non possiamo lasciali soli. Ci sono poi le persone che hanno perso il lavoro, o quelle che hanno visto cambiare da un momento all’altro il loro stile di vita, molti avevano un ruolo e oggi non ce l’hanno più“.

Quali sono le conseguenze di questa lunga quarantena e della paura della pandemia?

Sentimenti di angoscia per il presente e per il futuro, mancanza di senso di appartenenza, smarrimento, reazione esagerata che deriva dalla perdita di controllo. Gli uomini sono abituati a interagire con altri uomini ed è chiaro che il non poterlo fare porta a perdere il senso della realtà, della lucidità. Il ruolo dei media, per esempio, è fondamentale in questa situazione. Catastrofizzare non aiuta affatto, come non aiuta la corsa ad arrivare primi su notizie poco confortanti“.

Si sente di dare un consiglio per affrontare meglio queste lunghe settimane?

Evitare il più possibile il bombardamento di notizie che ci vengono propinate 24 ore su 24. Informarsi è giusto, ma senza esagerare. Non fa bene però nemmeno cucinare per tutta la giornata. Consiglio di stilare una piccola agenda settimanale nella quale programmare le attività, pianificando il nostro tempo ed evitando la ripetitività delle azioni. In questo periodo possiamo rispolverare vecchie passioni, dedicarci ai nostri interessi,ma dobbiamo farlo sempre nel modo giusto per scongiurare la monotonia“.