Riace: modello d’accoglienza per il Molise, convegno a Campobasso

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Ieri pomeriggio, 29 ottobre, presso l’Auditorium Celestino V di Campobasso, si è tenuto un convegno sul tema dell’accoglienza, mettendo in positiva luce il modello Riace, che nell’ultimo mese ha occupato una posizione rilevante in qualsiasi organo d’informazione. A moderare l’intero convegno è stato Paolo Di Lella, giornalista, che apre la discussione con i saluti di Antonio Battista, sindaco di Campobasso, a cui è seguito un intervento introduttivo di Monsignor Giancarlo Bregantini, Arcivescovo di Campobasso/Bojano.

L’Arcivescovo sostiene che la sua diocesi, quella di Campobasso e Bojano, fa la propria parte nell’accoglienza dei profughi, ribadendo che l’immigrazione è, in primis, una questiona umana, poi politica: è inumano accantonare la questione dal punto di vista morale. L’Arcivescovo si mostra ancora una volta solidale nei confronti di Mimmo Lucano, presente al convegno in collegamento Skype, sostenendo l’azione del sindaco, che è da considerarsi coraggiosa e umana. Essere umani significa soprattutto questo: aiutare il prossimo, nei limiti che ci è possibile. Il modello Riace – commenta il vescovo Bregantini –  è un modello che resta comunque in piedi. La forza di Riace sta nel fatto che questa esperienza nasce condivisa, aiutare i migranti perché loro aiutano anche noi. Il modello Riace è stato in grado di rivalorizzare le aree interne, spopolate, con pochissimi giovani, integrando i migranti in un ambiente autogestito, che non è il sistema dell’accoglienza negli Hotel. Quindi, quello di Riace, è un paradigma d’accoglienza più che riuscito, soprattutto in relazione allo spopolamento delle aree interne, tema centrale del convegno. Un elogio, di conseguenza, al sistema degli SPRAR che garantiscono ai migranti una prospettiva futura. In Molise sono presenti 34 progetti SPRAR e sono state ospitate 1008 persone. Come sostiene Loredana Costa, presidente dell’Associazione Dalla Parte degli Ultimi, è grazie a questo sistema di accoglienza che è stato anche possibile muovere la nostra piccola economia dando la possibilità di inserire, al livello lavorativo, molte persone all’interno di questo contesto: il Molise impiega centinaia di persone all’interno degli SRPAR.

Nel corso della conferenza sono intervenuti Paolo De Socio, Segretario della CGIL del Molise, Antonio Ruggieri, Direttore de Il Bene Comune, Rossano Pazzagli, docente dell’Università del Molise, Don Franco D’Onofrio, Direttore della Caritas Diocesana di Campobasso/Boiano e Daniela Grignoli, docente dell’Università del Molise. Gli interventi hanno messo in chiara luce come lo spopolamento delle aree molisane deve spaventare, deve spaventare perché, a causa di un alta migrazione giovanile, si rischia il non avere un ricambio generazionale. Non a caso, in molti dei nostri paesi interni, anche il sistema scolastico rischia di crollare, proprio perché sono sempre più frequenti le pluriclassi, che non sempre giovano all’istruzione dei ragazzi. Addirittura, per poter andare a scuola, si è costretti a spostarsi nei posti limitrofi, poiché i propri paesi sono privi di scuole.

Attraverso un collegamento Skype ha partecipato al convegno anche Domenico Lucano, sindaco di Riace, comune calabrese, promotore del progetto di accoglienza e d’integrazione di persone migranti elogiato, da sempre, in tutta Europa. Assieme all’Arcivescovo ricorda come assieme, nel 1999, hanno gestito la prima accoglienza, ospitando circa 300 curdi provenienti dalla Siria. Il modello Riace, come ricorda Mimmo Lucano, ha creato benessere per tutti, riaperto la scuola, rigenerato antichi mestieri che nessuno faceva più, come  lavorare il  bronzo, tipico di Riace. Così come a Riace, anche il nostro piccolo Molise ha messo in campo strategie a favore dell’integrazione e dell’accoglienza che cercano di rigenerare le comunità, quasi deserte, dell’entroterra molisano.