Storie belle in una sanità in crisi, Alessia e la Neonatologia di Campobasso

Alessia in incubatrice

Alessia ha solo un mese di vita. Da poco è uscita dall’ospedale in cui è nata, il Cardarelli di Campobasso che l’ha custodita al Nido, prima in una macchina calda che le ricordava la placenta di mamma, poi in un lettino controllato ed assistito. E oggi finalmente guarda, si fa per dire, quello che c’è fuori per conoscere ciò che l’aspetta.

“Quindici giorni in più in ospedale che potevano lasciare in noi un ricordo negativo. E invece non è così: usciamo dal Cardarelli con maggiore fiducia nei confronti di chi si occupa della salute dei nostri bambini. Un’esperienza che ci ha insegnato molto”. E’ il padre della piccola a contattarci, il signor Franco, a raccontare una vicenda che lo ha preoccupato e che oggi vuole riferire ai nostri lettori.

“Nel reparto di Neonatologia a Campobasso si respira un’aria di serenità oggi –  ci spiega – si percepisce una certa collaborazione tra i medici che prima non avevamo percepito e che invece su noi famiglie influisce positivamente. Alessia appena nata ha dovuto difendersi da un germe che l’ha portata subito sotto terapia antibiotica. E’ stata prima in incubatrice, poi in osservazione, sempre con una scrupolosità che non avevo visto con la mia prima figlia e che ci ha fatto davvero bene”.

Le esigue risorse, la riorganizzazione, i commissariamenti, il personale esiguo comportano disfunzioni e spesso proteste da parte dei cittadini per una sanità innegabilmente in ginocchio. Ma quello che funziona va raccontato, va riconosciuto.

“Non solo la bambina è stata seguita scrupolosamente da tutti – aggiunge Franco – ma anche noi genitori abbiamo ricevuto un enorme sostegno. Quando vivi l’incertezza davanti ad un neonato hai paura e ripeti sempre le stesse domande, diventi quasi insopportabile: il personale non ha perso la pazienza e ha continuato a darci spiegazioni, sempre, magari solo ripetendo per giorni le stesse cose, ma lo hanno fatto”.

Il papà di Alessia vuole ringraziare pubblicamente tutta l’équipe della Neonatologia oggi guidata dal dottor Vincenzo Santillo, augurandosi ed augurando che questa esperienza resti tale anche per tutte le altre famiglie. “Abbiamo ottimi medici – conclude –  che lavorano con difficoltà, ma che lo fanno con coscienza e competenza”.

Dopo l’ Endocrinologia pediatrica del Cardarelli di Campobasso raccogliamo dunque altre storie positive come quella di Alessia in Neonatologia, esito del lavoro dei singoli, della ritrovata capacità di lavorare insieme sopra un terreno seminato per decenni dal dottor Antonio Vendemmiati, oggi in pensione, e dai suoi più stretti collaboratori che in lui hanno sempre creduto.