ERRI DE LUCA E LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE A TERMOLI

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ERRI DE LUCA E LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE A TERMOLI

Cinema Sant’Antonio gremitissimo, ieri pomeriggio a Termoli, per l’atteso incontro con Erri De Luca, lo scrittore napoletano tra i più apprezzati nel panorama letterario italiano attuale. De Luca che è salito alla ribalta delle cronache nazionali dopo le sue dichiarazioni contro la costruzione della linea ferroviaria in Val di Susa, “La TAV va sabotata”, che gli sono costate il rinvio a giudizio per istigazione a delinquere, ha portato a Termoli il suo “La parola contraria”, in cui rivendica il suo diritto di esprimersi liberamente e ricostruisce l’assurda vicenda giudiziaria di cui è vittima.
Una folla di giovani e meno giovani, di gente assolutamente dalla parte dello scrittore e anche qualche sparuto dissidente, ha assistito con grande attenzione all’evento organizzato nell’ambito della rassegna “Uno Scrittore a cena” dall’associazione culturale SopraLeRighe con il patrocinio del Comune di Termoli. Al di là delle implicazioni politiche che ognuno può intravedere, il punto focale è stata la riflessione sulla libertà di parola e di espressione, da cui la frase che presentava l’incontro “la libertà di parola contraria è il fondamento della democrazia”. Anche i fatti di Charlie Hebdo e tutto quello che ne è scaturito, il gran meditare sulla possibilità o meno di dire quello che si pensa, sono stati gli argomenti al centro del dibattito, intervallati dalla lettura di piccoli estratti del pamphlet di De Luca. Certo che pensare a difendere la libertà di espressione del pensiero di un giornale satirico francese (come nel caso di Charlie), mentre un nostro scrittore è sotto processo per un reato di opinione, deve invitare a considerare per bene tutto il nostro sistema e quanto di quella libertà di espressione tanto sbandierata sia realmente presente in esso. Che una cosa sia condivisibile o meno condivisibile, a volte deve essere poco importante, il merito di quello che si esprime, sia come pensiero o come satira, non conta, il punto è la libertà di espressione che, per come si legge nella carta europea dei diritti dell’uomo, dovrebbe essere tutelata a prescindere. Se si accetta questo in linea di principio, i reati d’opinione sarebbero semplicemente da cancellare e gli scrittori dovrebbero rispondere esclusivamente alla propria coscienza. Poi in quanto opinioni libere, è giusto che ognuno si faccia serenamente le sue.