IL CAPPELLO DI FERRO CHIUDE STASERA LA STAGIONE DEL SAVOIA

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Lo spettacolo “Il cappello di ferro” in programma questa sera alle ore 21,00 nel Teatro Savoia chiude la fortunata stagione organizzata e promossa dalla Fondazione Molise Cultura, grazie al contributo della Banca Popolare dell’Emilia Romagna. Una stagione teatrale di quindici spettacoli, ricca di spunti e di personaggi, che ha visto il sold out con oltre trecento abbonati e che chiude con una propria produzione, portata in scena dalla Compagnia Stabile del Molise.
Oltre trentamila presenze per lo storico teatro campobassano, frutto di una programmazione attenta e condivisa con le altre realtà e istituzioni del territorio che hanno potuto contare su una struttura moderna e versatile e su un personale altamente specializzato per ogni tipo di spettacolo e manifestazione.
Lo spettacolo, che ha già esordito per il pubblico scolastico, in occasione del centenario dell’entrata dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale, nasce da un’idea di Sandro Arco, tratto da “Un soldato contadino – lettere dal fronte 1915/1917” di Anna Falcone.
“La Grande Guerra sconvolse il mondo intero dal 1914 al 1918 – scrive il direttore della Fondazione Molise Cultura Sandro Arco – in ragione di questo importante anniversario, appare oggi di fondamentale importanza divulgare il più possibile la conoscenza di quegli eventi storici, anche e soprattutto attraverso gli occhi e le parole di quegli uomini che conobbero gli orrori di uno dei conflitti più sanguinosi della storia dell’umanità. L’idea di uno spettacolo teatrale, nasce proprio per tramandare alle nuove generazioni, sempre più lontane da quegli avvenimenti drammatici, la memoria di un periodo storico che ha modificato per sempre gli assetti del mondo contemporaneo.”
A metà strada fra Lussu e il “buon soldato Svejk”, lo spettacolo rappresenta un contributo alla ricostruzione della memoria di quello che è stato uno dei più sanguinosi episodi della storia dell’uomo.
Oltre a raffigurare un valido ed originale strumento di analisi delle vicende storiche di quel periodo, stare accanto a Giuseppe nel suo anno e mezzo al fronte permetterà al pubblico di conoscere la Grande storia attraverso la storia piccola ed anonima di un giovane contadino che ha dovuto passare dai campi alla trincea, che ha messo a disposizione il suo personale “genio” al servizio di una causa lontana e spesso incomprensibile.