IL FUTURO DELLE CARRESI, PARLA IL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE SAN LEO

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IL FUTURO DELLE CARRESI, PARLA IL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE SAN LEO

Dopo le “mancate” Carresi di San Martino in Pensilis e Ururi, anche l’edizione 2015 di Portocannone, prevista nei prossimi giorni, non si svolgerà. A seguito della deposizione delle motivazioni del Tribunale del Riesame di Campobasso, che ha rigettato l’istanza di dissequestro di buoi, cavalli e carri utilizzati durante le manifestazioni, abbiamo sentito Giuseppe Carriero che, in quanto presidente della Fondazione San Leo, è uno dei più attenti osservatori dell’intera vicenda:

«Le leggi che mirano alla tutela del benessere animale e gli interventi delle Autorità di vigilanza e controllo orientati ad una crescente sensibilità per la salvaguardia dell’ambiente, del territorio, della salute dell’uomo e degli animali, non devono rappresentare delle difficoltà insormontabili».

Carriero, subentrato nei mesi scorsi a Giuseppe Zio alla guida della Fondazione, ha una posizione molto chiara a difesa delle tradizioni, ma anche di profondo rispetto verso la legalità; si è mostrato fiducioso sull’evolversi degli eventi:

«Per quanto riguarda il futuro delle Carresi, sono convinto che saranno la volontà e l’impegno responsabile delle popolazioni interessate a garantirne la sopravvivenza, assumendo comportamenti conformi alle regole per tutelare la conservazione delle tradizioni e tenendo ben presente l’interesse concorrente che è il benessere e la salute degli animali e delle persone».

Il presidente della Fondazione San Leo spiega che sono le stesse motivazioni del Tribunale del Riesame a dire espressamente che le Corse dei carri non costituiscono di per sé nessun maltrattamento o reato:

«Sul punto è sufficiente leggere quello che è scritto nel Provvedimento ex art. 321 c. 3 CPP reso dal GIP di Larino: “….correttamente si è osservato da parte dell’Ufficio Requirente che non sono le Carresi – manifestazioni di importanza senza uguali nel contesto delle comunità stanziate sul territorio – ad assumere in se stesse rilievo penale….” Non solo: L’Ordinanza del Riesame richiamando la legge della Regione Molise n. 12/2005 che ha inserito le Carresi tra le manifestazioni espressamente autorizzate ai sensi dell’art. 19 ter disp.att.c.p., afferma testualmente: “La Carrese, quindi, come corsa tradizionale dei carri trainati da buoi, accompagnati da cavalieri che ne dirigono e segnano il percorso, non costituisce in sè un illecito penale; neppure possono essere ritenuti maltrattati o seviziati gli animali utilizzati”».

Giuseppe Carriero ribadisce l’importanza del rispetto delle normative vigenti e l’urgente esigenza di legalità in tutti i settori della vita comunitaria, ma è certo che si riuscirà a trovare il modo per difendere e garantire il futuro della tradizionali Carresi:

«Il Tribunale del Riesame dice giustamente che “qualora le modalità concrete della gara siano lesive delle norme di settore le condotte, valutate caso per caso e non in astratto, potrebbero assumere un rilievo penale”. Su questo non si può che esprimere un consenso senza riserve.

Le popolazioni interessate, i loro Amministratori e le Associazioni dei Carri che amano la Corsa dei carri trainati da buoi, che riconoscono il valore religioso, storico, culturale, identitario della millenaria tradizione di importanza senza uguali, sapranno difenderla adottando, con il supporto di esperti e studiosi della materia, misure tecnico-scientifiche idonee per il suo svolgimento».

Il sequestro degli animali e delle attrezzature, conclude il presidente, non potrà durare ancora a lungo:

«Il sequestro preventivo è finalizzando ad impedire “l’utilizzo degli animali nelle gare in questione e nelle relative prove”, trascorse le date in cui si celebrano le rispettive feste patronali dovrebbe terminare».