La Campobasso “nascosta”, i rifugi sotterranei nel borgo antico

Consegnato un eccezionale documento all'Associazione Centro Storico con quindici rifugi antiaerei della seconda guerra mondiale

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La Campobasso “nascosta”, i rifugi sotterranei nel borgo antico

C’è una Campobasso nascosta e sotterranea, una vera e propria città segreta che testimonia un passato ormai lontano nel tempo ma anche gli anni della seconda guerra mondiale. Tutti conoscono la Napoli sotterranea ma quanti sono a conoscenza della realtà “intima” del capoluogo regionale molisano?
elenco_rifugi_cbL’Associazione Centro Storico di Campobasso ha ricevuto un documento in cui sono segnalati ben quindici rifugi sotterranei antiaerei della seconda guerra mondiale. Questi rifugi, tra borgo antico e centro murattiano, ai quali se ne aggiungevano altri al momento non registrati, potevano ospitare oltre duemila persone. Il documento, con tanto di metrature e capienze, indica i luoghi in cui erano situati i rifugi: piazza della Maddalena, via Guglielmo Marconi, via Monforte, via Genova, via Cavour, via Umberto I, Porticato comunale, via Giuseppe Mazzini, via Vittorio Emanuele III, via Orefice e S. Leonardo, vico Persichillo, Palazzo del governo e tre in via S. Antonio Abate.
È un substrato cittadino molto affascinante, tutto da scoprire e da conoscere, quello dei sotterranei del centro storico di Campobasso, ottenuti a partire dall’XI secolo, da quando si iniziò a scavare per procurarsi la pietra necessaria per costruire le case, creando così degli spazi sotto ogni palazzo.
Dopo il terremoto del 1456, il conte Cola di Monforte decise di ricostruire la città con un marcato assetto difensivo, fece alzare delle nuova mura fortificate e creò un reticolato comunicante tra alcuni di questi sotterranei trasformandoli in passaggi militari a scopo strategico.
Nel corso dei secoli successivi, poi, questi interrati sono stati utilizzati con gli scopi più differenti: nel XV e XVI secolo furono impiegati come magazzini per alimenti, durante il secondo conflitto mondiale, come già detto, furono utilizzati come rifugi per proteggere le persone dalle incursioni aeree, negli anni sessanta del Novecento sono stati posti di incontro per la gioventù campobassana in quanto luoghi insonorizzati e quindi adatti ad essere adibiti a sale da ballo, dopo anni di abbandono, ora, sono molto ambiti per poter essere utilizzati come locali e ristorantini caratteristici. Studiosi e associazioni, inoltre, li stanno riscoprendo come luoghi storici di rilevanza culturale grazie ai quali poter ricostruire il passato del capoluogo.