L’ARTE CONTADINA MOLISANA, APRE IL MUSEO A LUCITO

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L’ARTE CONTADINA MOLISANA, APRE IL MUSEO A LUCITO

“Lucito… un Monumento rurale per l’arte contadina Molisana”. Sabato 9 maggio alle 16.30 taglio del nastro per il museo di arte contadina, iniziativa realizzata grazie al Bando del Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013. Un museo realizzato in un piccolo borgo che porta dentro, però, grandi aspirazioni; una realtà che già fa parte dell’Associazione Nazionale dei Piccoli Musei e che punta ad una rete di turismo culturale a livello nazionale ed Internazionale.
Ideatore e realizzatore del progetto è Christian Agricola, agente immobiliare di professione, ma appassionato di piccoli borghi.

Perché Lucito?

Perché è un posto pittoresco e caratteristico, con una valenza storico-culturale poco conosciuta. Sono di origine pugliese, sono cresciuto nelle Marche e vivo da dieci anni in Molise. Nessun legame di sangue, ma apprezzo tanto questa regione e ci sto bene.

Perché il museo?

Ho risposto ad un bando europeo che offriva varie opportunità e che mi ha permesso di valorizzare le origini agricole di questa regione, dedicandomi alla storia e alla cultura di questo posto. Il resto è stato realizzato grazie alla competenza, alla tenacia e alla passione della dottoressa Ilaria Di Cillo, laureata all’Università del Molise in Archeologia Beni Culturali e Turismo, che si è occupata in modo volontario di restaurare, inventariare e catalogare tutti i pezzi che saranno esposti nel Museo.

Che cosa ha di diverso questo museo?

Sicuramente la qualità della catalogazione e dell’esposizione dei pezzi. Per ogni oggetto Ilaria Di Cillo ha fermato il tempo. Sono stati utilizzati parametri scientifici: ogni pezzo ha una vera e propria carta di identità delineata da descrizioni, fotografie, misure, pesi e codici. Un lavoro di due anni portato avanti in base alla guida di manuali riconosciuti dalla comunità accademica. Poi c’è l’esposizione, che è a regola d’arte, con le teche protettive e tutti i crismi di un grande museo.

Quando è partito il progetto?

Nel 2012 con l’avvio della ristrutturazione degli immobili: due casette che si sviluppano su tre piani, successivamente unite, che oggi si sviluppano su un totale di 250 metri di ampiezza. Abbiamo fatto un restauro conservativo della struttura nel pieno rispetto dei materiali. Per ampiezza ma soprattutto per numero di pezzi il nostro museo si colloca al secondo posto in Italia: dai dati raccolti, a parità di genere, quello più grande si trova in Trentino ed espone circa 1300 elementi.

Come ha risposto la comunità alla proposta progettuale?

Abbiamo ricevuto appoggio dalla proloco e dall’associazione culturale Altair di Lucito che ringrazio di cuore; totale appoggio dal Comune e sostegno anche dal Gal Molise verso il 2000. Poi l’aiuto è arrivato dai tanti amici che hanno creduto con me in questo piccolo grande sogno.

Come funzionerà il museo?

Sarà visitabile su appuntamento. La prima guida d’eccezione sarà proprio Ilaria Di Cillo: chi più di lei potrà far parlare, oltre le teche, questi oggetti? Il target è vario: gruppi, studiosi, famiglie, appassionati, camminatori e naturalmente scuole, alcune delle quali hanno già siglato lettere d’intenti per l’inserimento del percorso nella didattica.

Spesso realizziamo piccoli gioielli che nessuno oltre il Molise poi conosce. Avete previsto delle attività di incoming?

Per forza. Io in realtà già lavoro per un’agenzia di incoming, Molise Four Season, che offre all’estero il patrimonio materiale del Molise. Inseriremo anche questa opportunità e cercheremo in tutti i modi di far conoscere questa terra fuori regione e fuori Italia. Un passo importante a questo proposito è stato il nostro ingresso nell’Associazione Nazionale Piccoli Musei, creata dal professor Giancarlo Dallara, una realtà molto seria, si entra solo con tutte le carte in regola e con voto unanime dell’assemblea. Noi siamo stati riconosciuti, è un fiore all’occhiello che certifica la qualità del lavoro.

Sabato l’inaugurazione con le autorità. Quale messaggio volete lanciare?

Stiamo diffondendo il più possibile l’invito, a tutti. Vorremmo avere tanta gente non perché vogliamo metterci in mostra, ma perché ci piacerebbe aprire una strada fatta di voglia di fare, di competenze che possono e devono rimanere in regione, di apertura all’esterno. Se rimarremo arroccati entro i nostri confini non andremo lontano. Il museo ha un suo sito che ha ricevuto negli ultimi due mesi 4313 visite. Speriamo di raggiungere tanta gente e di portarne in Molise almeno una buna parte… Ecco il sito: Italianmuseum.it