Libreria multiculturale: a Napoli apre Tamu

A Napoli apre i battenti la Libreria Tamu, in Via Santa Chiara, nel cuore del centro storico partenopeo. Il progetto nasce da due giovani, Cecilia e Stefano, che hanno pensato di dar vita ad uno spazio di lettura e di scambio, con testi, principalmente, del Medio Oriente e del Nord Africa. Insomma, si tratta di una vera e propria libreria multiculturale. Tamu non è solo una semplice libreria, ma è un luogo attivo dove incontrarsi partendo dai libri. In progetto ci sono diverse iniziative, come workshop, corsi di lingua araba, curda, turca.

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A Napoli, città aperta per antonomasia e crocevia dei popoli, apre Tamu, una libreria indipendente creata, a via Santa Chiara, da due ragazzi giovanissimi emigrati dal nord al sud Italia. Tamu ha inaugurato venerdì 21 settembre alle 18.30 con la presentazione di Afrotopia di Felwine Sarr; all’inaugurazione era presente anche l’autore, sociologo ed economista senegalese tra i più attivi intellettuali africani contemporanei. Oltre 100 persone tra il pubblico. Il desiderio di Cecilia e Fabiano, 27 anni a testa, è soprattutto quello di creare un punto di riferimento per chi è interessato a scoprire letteratura, storia, politica e società dei paesi che si trovano a sud e a est del Mediterraneo. Tamu, che dalla lingua swahili significa amabile ed è anche il personaggio di un libro della scrittrice marocchina Fatima Mernissi (un’eroina che combatte contro i colonizzatori francesi), vuole coinvolgere sia i lettori appassionati, sia chi non è abituato alla lettura. I due librai sostengono che hanno scelto Napoli perché un luogo così mancava nel centro storico di un città multiculturale e aperta. Lo scopo è invitare alla conoscenza dell’altro creando un luogo di scambio in cui si contribuisce alla creazione di una cultura della conoscenza che si opponga a quella dell’odio.

All’interno della libreria c’è una grande vastità di autori che vanno dal Marocco all’Afganistan e tantissime opere di saggistica su: studi di genere, islam, storia del colonialismo e migrazioni. Molto funzionale è la creazione di uno spazio di libri usati, per far fronte anche agli elevati costi dei libri.

L’idea dei ragazzi è quella di creare un luogo vivo, dove unire cultura e socialità e in cui i libri, provenienti da Medio Oriente e Nord Africa e non solo, possano essere tra gli strumenti per capire e trasformare la società contemporanea. Questo è anche un modo per osservare la società Africana e del Medio Oriente alla luce degli stereotipi attuali. Napoli è attiva in questo senso, soprattutto al livello culturale: i corsi dell’Università degli Studi di Napoli l’Orientale, propongono temi dedicati a ciò che la libreria propone.

Tamu potrà anche diventare un punto di riferimento per studenti e docenti grazie, appunto, alla possibilità di reperire testi rari, come ad esempio libri in lingue diverse dall’italiano. Napoli sembra essere  un posto perfettamente adatto alla crescita di questo progetto.