Pescocostanzo, originale concerto a suon di ferro battuto

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L’Auditorium San Nicola in Pescocostanzo ha ospitato convegni, presentazioni e concerti in un agosto pescolano sui generis per proposte che, come sottolinea il sindaco Roberto Sciullo, sono veicolate alla valorizzazione in toto del territorio, proponendo un taglio di qualità sempre rivolto al paese e alle tante peculiarità che lo contraddistinguono.

L’abitudine/ attitudine all’ispirazione e alla creatività di Pescocostanzo è stata definita da Francesco Sabatini “una eccezionalità al cubo” riferendosi soprattutto alla sintonia perfetta tra arte, paesaggio, cultura, laboriosità di un paese che per dimensioni e per numero di abitanti si ascrive fra i piccoli comuni, capace di triplicare il suo valore intrinseco.  Il professor Sabatini, linguista di chiara fama oltre che presidente emerito dell’Accademia della Crusca, pescolano da antica famiglia,  proprio in agosto  dona al suo paese e ai numerosi turisti e visitatori oltre agli aperitivi linguistici (seguitissimi e apprezzati) anche incontri e occasioni preziosi e inusitati.

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Ferro battuto e musica: da Pitagora a Sante Di Rocco un’ideazione proposta nell’Auditorium San Nicola, protagonisti il professor Sabatini- sempre accattivante nel suo dire e raccontare- e il Quintetto Incudine composto da Margherita Di Rocco, flauto, Francesco Mammola, mandolino, Davide Granato, chitarra, Francesco Rapinesi, contrabbasso, Enrico Donatelli, incudine, che hanno eseguito brani con originale arrangiamento che prevede  l’introduzione dell’inconfondibile suono dell’incudine battuto dal martello. Il pescolano Enrico Donatelli, fabbro artigiano di quarta generazione, è il protagonista speciale del Quintetto, musicista di uno strumento inusuale e originale qual è l’incudine con effetti sonori efficaci e in armonia con il gruppo camerale.

La proiezione di un video- su ideazione e regia del professor Sabatini per questa occasione- coglie nei dettagli la maestosa bellezza della cancellata in ferro della Cappella della Collegiata di Santa Maria Del Colle, che ideata dallo scultore pescolano Norberto Cicco (su disegni di origine veneziana del millecinquecento) fu eseguita in gran parte dal fabbro Sante Di Rocco. Venne realizzata da Di Rocco fra il 1699 e il 1705 con fine ed esperta capacità atta a dare tridimensionalità alle figure rappresentate di cui si conservano alcune preziose testimonianze e informazioni dovute al dottor Gaetano Sabatini, padre del professor Sabatini.  Una iscrizione ancora ben leggibile sull’architrave d’ingresso di quella che fu la bottega di Sante Di Rocco, dice con fermezza “Etenim non potuerunt mihi” (ma non poterono vincermi) a ribadire la consapevolezza di aver dato vita ad un unicum per ricchezza iconografica ed esecuzione mirabile.

A conclusione dell’incontro Francesco Sabatini ha presentato la musicista Margherita Di Rocco, discendente di Sante Di Rocco, e ha mostrato al pubblico i disegni che Roberto Di Jullo, artista di fama nazionale, con studio e galleria d’arte in Pescocostanzo, sta eseguendo sulle figure e i fregi della Cancellata che presero l’incipit proprio da disegni artistici.