Premio Internazionale D’Angiò 2016 a Roberto di Jullo

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Premio Internazionale D’Angiò 2016 a Roberto di Jullo

Definito il pittore dei cavalli, Roberto di Jullo, nativo di Forli del Sannio- Isernia con studio in Roma e in Pescocostanzo, ha ottenuto un riconoscimento di spiccato valore internazionale nella sezione Arte nella Creatività, Pittura e Scultura del Premio D’Angiò 2016, alla sua undicesima edizione. Il Premio dal carattere storico, culturale, artistico, sociale ispirato all’evento medievale della Battaglia di Tagliacozzo presso Scurcola Marsicana in provincia dell’Aquila (Inferno-Canto XXVIII) è dedicato a personaggi, istituzioni, associazioni meritevoli di riconoscimenti nazionali e internazionali in vari campi della società nei quali hanno operato e contribuito “alla crescita, allo sviluppo e all’immagine del nostro paese”. Di Jullo ha ritirato il Premio insieme con Sergio Zavoli, Andrea Pancani, Rodolfo Baldini, Vanessa Gravina, Teodoro Valente, Martufello, Alessandro Vocalelli, Andrea Morricone, Fabrizio Frizzi, Gianluca Menta, Amedeo Goria, Franco Marini, Francesco Palazzo, Antonio Cabrini. L’artista, dallo stile interpretativo e tecnico di personale e di specifica marca estetica e pittorica, interpreta ed esprime il tema dei cavalli quale simbolo e metafora della forza, della bellezza, della gioia vitale, della libertà, dell’eleganza gestuale e formale. I cavalli di Roberto di Jullo sono ritratti sempre e solo senza ferri e finimenti in gesti liberi, armonici, spesso al galoppo con folta criniera e coda affidati al vento. pala della cruscaTra le sue opere più significative, va menzionata la Pala della Crusca realizzata nel 2001 su incarico del professor Francesco Sabatini in occasione della Presidenza di Sabatini dell’Accademia nota e ammirata nel mondo. La cifra stilistica e poetica di Roberto di Jullo si completa e si caratterizza con i temi della natura e dei colori personali che virano sui toni dell’azzurro, del giallo/ grano maturo, del verde inteso e degradante, dei grigi/ marroni della terra, l’ispirazione prende l’incipit dai luoghi dell’infanzia molisana e dai paesaggi abruzzesi/ pescolani che sono i protagonisti per eccellenza delle sue tele dall’ ampia realizzazione e dall’ elevato valore-segno artistico ed espressivo.