Scrittura: dal segno grafico alla dimensione personale. Evento al Circolo Sannitico a Campobasso

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locandina 4 maggio

Nell’immediatezza del titolo si condensa il perché del volume “La scrittura il segno la storia il senso” che vede la collaborazione dello scrittore Francesco Paolo Tanzj, del critico letterario Plinio Perilli, della neuropsichiatra Silvana Madìa, della psicologa della scrittura Federica Fava Del Piano. Nel sottotitolo “scrittori, scritture e segni di-versi” si chiarisce il percorso di conoscenza e di immersione costruito da più angolazioni ma finalizzato a sottolineare il valore ineliminabile e spesso ineguagliabile della scrittura ad iniziare dal suo segno grafico nel quale si deposita la storia del tempo e quella più intima e personale.

L’incipit è affidato ad un racconto di Francesco Paolo Tanzj “Lo zen e l’arte di scriversi addosso” che ha un suo fil rouge tra inadeguatezza, ricerca, realtà, libertà creativa indicato anche in questa frase “…raccontare il tuo mondo nella folle speranza di annullare ogni distanza con gli altri per divenire un piccolo infinitesimale granello nella spiaggia fatta di miliardi e miliardi di granelli assolutamente identici a te. Questo è il mistero e questa la realtà“.

Federica Fava Del Piano analizza “Il viaggio nella storia personale attraverso la pista del tratto grafico” e ne coglie il cosiddetto DNA che poi mette in luce indicatori culturali, anima e la necessità umana di presentarsi e rappresentarsi tramite segni che divengono espressioni simboliche del pensiero. Su dieci autori: Raffaele Viviani, Carlo Emilio Gadda, Francesco Jovine, Sandro Penna, Pier Paolo Pasolini, Elio Pecora, Maurizio de Giovanni, Emanuele Trevi, Chiara Gamberale, Paolo Piccirillo focalizza la sua analisi che si scioglie in una lettera immaginaria scritta agli autori citati e in un esame grafologico rilevatore dello spazio interiore.

Silvana Madìa nel suo excursus dal titolo “Il senso” parte da un personale concetto che poi le indica la strada verso l’analisi e la conoscenza: “La mia biblioteca vivente cresce e si rinnova costantemente con l’evoluzione delle storie di vita con cui vengo a contatto…” così scrive e motiva l’attenzione alla scrittura che viene intesa come connessione tra un dentro e un fuori e un fuori e un dentro.

Conclude il volume un saggio illuminante e inteso di Plinio Perilli che in una sintesi efficace e interessante traccia una sorta di storia della letteratura che coglie assonanze – dissonanze – limiti e bagliori che si rifanno al titolo scelto per il suo intervento “L’uomo è come si scrive.”

Del Volume, Edizioni Tracce, già presentato in varie città, si parlerà nel Circolo sannitico di Campobasso a partire dalle 18.00, il prossimo 4 maggio, con la partecipazione degli autori, di chi scrive, dell’artista Giordano Martone, nipote di Raffaele Viviani, di Isabella Astorri, presidente Sipbc onlus Molise.