Diamanti tra i beni rifugio più solidi, come farli valutare correttamente

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foto diamanti

Se le famose “5 W” (Who, Where, When, What, Why) rappresentano la regola base di un’informazione efficace, le cosiddette “4 C” sono, invece, il riferimento imprescindibile per una corretta valutazione dei diamanti, laddove le quattro C stanno per: Cut (taglio), Color (colore), Clarity (purezza), Carat (peso). Quattro parametri, riconosciuti in tutto il mondo, che quando si sceglie di comprare e di vendere un diamante bisogna sempre tenere presenti.

Oggigiorno, infatti, il diamante si configura come un bene rifugio al pari dell’oro o degli immobili, sul quale molti scelgono di investire per la solidità e sicurezza che questo prodotto è in grado di offrire per diversi motivi: la semplicità di acquisto, l’assenza di costi accessori, il rendimento costante sul mercato, la facilità di accesso anche per piccoli investimenti. In più, i diamanti sono esenti dalla tassa di successione.

Affidarsi ad un interlocutore affidabile quando si sceglie di vendere o acquistare un diamante è però il primo passo da compiere per ottenere risultati soddisfacenti. Gli specialisti di Banco Diamanti, tra i più autorevoli nella valutazione del diamante, offrono semplici delucidazioni a quanti vogliono affacciarsi su questo mercato, per investire o per recuperare denaro.

Dunque, posto il criterio inderogabile delle 4 C per la valutazione della pietra, per conoscere il suo importo il riferimento per eccellenza è il listino Rapaport, che specifica, con cadenza settimanale, i prezzi di borsa dei diamanti, calcolati in dollari americani e per carato. Questo listino è il riferimento per gli intermediati e per gli investitori.

Come tutti gli investimenti, anche quello in diamanti va fatto sempre con prudenza, considerando i rischi e affidandosi a soggetti qualificati e credibili.