Il Molise da amare: i film girati nella nostra regione

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Il Molise, fiabesca regione del Meridione che dopo la Valle d’Aosta è la più piccola d’Italia, è custode al suo interno di un piccolo mondo antico. Come ogni regione d’Italia il Molise ha una storia densa da raccontare.

È una storia che parla di natura e di antiche tradizione di una terra ancora troppo poca conosciuta. Una terra al cui centro convivono borghi, castelli e abbazie, da un lato, e i tratturi che solcano monti e colline dall’altro, quei percorsi in erba che segnano i trasferimenti delle mandrie e delle greggi verso i pascoli di montagna in estate e a valle in inverno.

Non è quindi un fatto insolito che alcuni tra i più autorevoli registi italiani abbiano scelto i toni bruni della nostra terra per immergervi i volti dei personaggi di alcune delle storie più care al cinema italiano. Tre in particolare sono i film che ci sembrano nel complesso custodire il vivo del Molise, in ordine cronologico troviamo …continuavano a chiamarlo Trinità del 1971; I magi randagi del 1996; e Non ti muovere, 2004.

Impossibile, facendo zapping, non aver mai incrociato le facce impolverate di Bud Spencer e Terrence Hill alle prese con scorribande tra deserto e saloon.

Il film diretto da E.B. Clucher, pseudonimo di Enzo Barboni nome piuttosto conosciuto nel mondo della regia, della sceneggiatura e nella direzione della fotografia, è considerato un classico del cinema italiano, un ibrido che si inscrive tra il western e il comico dando luogo a un vero e proprio fenomeno – si pensi che il film è il sequel uscito a distanza di un anno del primo Lo chiamavano Trinità….

I due fratelli protagonisti Bambino (Bud Spencer) e Trinità (Terence Hill) sono riusciti nella valorosa impresa di conquistare il cuore del pubblico. Chi è che non ha in mente la rinomata scena della partita a poker con Bud e Terence? Naturalmente una partita di poker all’italiana, il five card draw, la variante tradizionale preferita dai giocatori prima che il texas hold’em diventasse popolare a livello mondiale. Nella stessa scena Trinità mischia le carte compiendo virtuosismi incredibili, mostrando fin dall’inizio la natura caricaturale dei due protagonisti, il loro essere antieroi e per antonomasia antistereotipi.

Passando oltre ci addentriamo in un film complesso e originale guidato dalla regia di Sergio Citti, storico amico e collaboratore di Pier Paolo Pasolini, I magi randagi.

Il film popolato per la maggior parte da attori pasoliniani e caratterizzato dalla magistrale interpretazione di Silvio Orlando, fu premiato nel 1997 con il Nastro d’Argento per il miglior soggetto originale ed è stato definito dalla critica un film inconsueto, incantato e divertente. Un film poetico, ha scritto Mereghetti, poetico come i luoghi che suggella.

Volgendo al termine del nostro boccone di cinema molisano ci pare adeguato menzionare un grande film del 2004 diretto dall’esperto attore e regista Sergio Castellitto, Non ti muovere.

Tratto dall’omonimo romanzo della moglie del regista, la celebre scrittrice Margaret Mazzantini, il film presentato nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes del 2004, vanta la presenza di un notevole cast capeggiato dallo stesso Castellitto, da Penélope Cruz e Claudia Gerini.

La pellicola ci narra una storia intensa e struggente. Una storia che parla di amore dentro il dolore; di un amore che guarda il dolore.

Encomiabile la recitazione di Penélope Cruz che sfoggia un italiano impeccabile; ardente ed espressiva è stata definita dalla stampa americana l’Anna Magnani del Ventunesimo secolo.