Zampogne, non solo a Natale

La zampogna fa pensare subito al Natale. Ma questo antico strumento musicale non è soltanto uno dei simboli delle festività natalizie ma è un vero e proprio pezzo di storia, soprattutto a Scapoli, dove da sempre sopravvive una tradizione artigianale legata alla costruzione della zampogna.

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Molti ricollegano la zampogna esclusivamente al Natale, ma questo strumento vanta una tradizione lunghissima che risale alla Roma imperiale. La zampogna era uno degli strumenti suonati da Nerone; una leggenda narra che Giulio Cesare riuscì a sconfiggere i Britanni proprio grazie al suono delle zampogne che spaventarono i cavalli dei soldati nemici.

Sicuramente non è uno strumento regale poiché è legato alla civiltà contadina e questo status lo fa a lungo considerare uno strumento umile. In seguito le è stata data la giusta importante ma nonostante questo restyling, l’artigianato della zampogna è rimasto circoscritto ad una zona estremamente ridotta, concentrata soprattutto in Molise e nel paese di Scapoli. I legni maggiormente utilizzati per la costruzione delle zampogne molisane sono il ciliegio per le campane e l’ulivo, ma anche l’acero o prugno per i fusi dei chanter ed i bordoni. Il legno più pregiato, ma anche più costoso e difficile da reperire è quello di ebano. Gli otri vengono, generalmente, ricavati dalle camere d’aria per le auto rivestiti in vello sintetico. Su richiesta vengono realizzati anche otri in pelle di animale come la capra o la pecora.

museo della zampognaOggi la sua tradizione è legata soprattutto ai Comuni di Castelnuovo e San Polo, dove sono presenti ancora numerosi zampognari, e, naturalmente, il Comune di Scapoli dove le zampogne, oltre ad essere suonate, vengono anche costruite e celebrate con un festival dedicato. A Scapoli si realizzano due tipi di zampogne: quella “zoppa“, che ormai non viene suonata praticamente più e che si presenta priva della chiave posta sullo chanter maggiore che caratterizza, invece, il modello attualmente più diffuso e suonato nell’Italia meridionale. La zampogna a chiave è quella più nota e prodotta in maggiore quantità ed è costituita da due chanter di lunghezza diseguale: quello corto, il destro, munito di 5 fori digitabili di cui 4 anteriori ed uno posteriore, e quello lungo, il sinistro, caratterizzato, invece, da tre fori più, appunto, quello, della chiave; da due bordoni, di cui generalmente solo il maggiore emette suono; da ance doppie per ogni canna sonante; da due campane poste alle estremità dei fusi dei chanter, e dall’otre.

Presso Scapoli, in Via Santa Maria 1, è stato allestito il Museo Internazionale della Zampogna che espone e racconta la storia della produzione locale e ogni anno si arricchisce di nuovi strumenti provenienti da ogni parte del mondo.