Campobasso. Nel giorno della speranza nasce una bimba col nome del coraggio

Benvenuta Giorgia 23 marzo 2020

Unica dal primo giorno. La piccoletta che ha visto la luce ieri sera tardi al Cardarelli di Campobasso ha scelto di nascere in un giorno, un periodo, un modo ed un luogo davvero particolari. Inimmaginabili.

Venticinque minuti prima della mezzanotte ha lanciato il suo gemito, ricordando a tutti noi poveri e limitati mortali che la vita è più forte. E che arriva dirompente e senza paura all’apice di una feroce pandemia. Nel giorno in cui, ad un mese dall’inizio del calvario, l’Italia ha registrato il primo lieve calo dei contagi. Lo spiraglio.

Lei, la piccola, ha deciso di arrivare prima del previsto perché oltre alle coccole della mamma voleva anche quelle del personale della Neonatologia. Ed è venuta al mondo in un ambiente silenzioso, privo di visite, rumori, regali, confetti, chiacchiere e via vai. Perché in tempi di Coronavirus funziona così. Nessuno può entrare se non i sanitari. Una bolla di paradiso nel mare agitato dell’emergenza.

Ma non è abbastanza. Perché questo piccolo enorme dono di fine marzo è sceso, dopo un inverno primaverile, insieme ai primi fiocchi di neve che poi nella notte hanno ricoperto di bianco il Molise. E che hanno fermato ulteriormente il mondo, quasi ad invitarlo a bloccarsi e riflettere ancora di più.

Tutto questo a Campobasso, città tranquilla, luogo di tradizioni e di doveri poco avvezzo ai cambiamenti e ai colpi di testa. Città che oggi come le altre si appresta a portare a termine la sua battaglia contro il Covid-19. Dietro l’esempio del suo Santo protettore, il valoroso martire che uccise il drago.

Benvenuta, Giorgia! Oggi è una bella giornata!