L’assalto ai buffet e il cibo che si butta, siamo all’assurdo

spreco

Sicilia, Scoglitti, provincia di Ragusa, un bel villaggio con ristorazione in loco a buffet, di quelle in cui trovi da mangiare in ogni angolo per ogni gusto e ogni preferenza. Insomma prendi il piatto, lo carichi e porti a tavola. Dagli antipasti ai sontuosi vassoi di dolci. Nessun limite, solo l’ora di chiusura della sala.

La famigliola seduta al tavolo accanto come tutti fa il suo carico di pietanze, prende tutto ciò che desidera mangiare e a pancia sazia si alza e se ne va. Tutto normale, o quasi. Perché al termine del pranzo rimangono sul tavolo una decina di panini ben ammucchiati sul piatto, cinque polpette, un piatto di spaghetti, una cotoletta, delle frittelle, dell’uva e due coppette di gelato solo assaggiate (in foto).

Ma perché prendere tutta quella roba e farla poi buttare? Quanto pane potevano mai ingurgitare tre persone? Che cosa si nasconde dietro questo modo di fare che, raccontano i camerieri, è molto diffuso tra i clienti? Il problema è sicuramente di carattere economico: gli sprechi sono sempre un valore negativo per l’economia generale. Ma io, che sugli avanzi non mi reputo certo un esempio di recupero, non riesco a prescindere dalla questione assolutamente morale.

“Mangia tutto che c’è tanta gente che muore di fame!”, ci dicevano da piccoli per farci pulire il piatto. E non eravamo avvezzi ad una comunicazione che mostrava così chiara e così vicina la povertà come accade oggi, perché non serve andare molto lontano per testare la difficoltà di tante famiglie.

Per fortuna lo spreco a tavola è un tema sempre più sentito ed è stato affrontato anche dalle istituzioni (esiste anche un disegno di legge) e nelle agenzie educative. Ma purtroppo, come raccontano i camerieri ed i gestori dei ristoranti, nella pratica tutto viene affidato al buon senso che a quanto pare è ancora scarso. La foga che travolge quando si è davanti ai buffet infiniti non si riesce ancora ad arrestare: lo stomaco si allarga oltremisura e ogni scrupolo scompare.

Per fortuna le cose stanno pian piano cambiando. Molta gente per non far gettare il cibo ordinato e non mangiato chiede la vaschetta per finirlo a casa, come accade negli Stati Uniti da una vita, dove i ristoratori consegnano automaticamente nella doggy bag gli avanzi. Anche in Italia stanno nascendo iniziative volte a diffondere il sistema della doggy bag: una di queste è il progetto Rimpiattino, promosso dalla Confcommercio-Fipe-Federazione italiana pubblici esercizi. Ma c’è ancora molta strada da fare.

Perché non agire allora come fanno i Cinesi nei loro punti ristoro? Negli all you can eat puoi prendere cibo a volontà ad un prezzo fisso, ma devi sapere di poterlo mangiare tutto (piuttosto fai un viaggio in più al buffet) perché se lasci una pietanza nel piatto la paghi. E come per incanto quei piatti restano in tavola sempre lucidi e puliti.