Tumori, meglio parlarne. Studenti di Larino in dialogo contro la paura

Via al Progetto Martina firmato Lions Club, volto all’informazione e alla prevenzione delle patologie tumorali tra i giovani. Lezioni contro il silenzio

progetto martina

Ci sono temi dei quali non è proprio piacevole parlare: cancro, terremoto e simili. Temi che spesso facciamo anche fatica a nominare, che vogliamo allontanare il più possibile da noi e che invece dovremmo afferrare, come si dice, per le corna. Per affrontarli, per difenderci il più possibile dalla paura di doverci avere a che fare.

La lotta ai tumori si combatte con la cultura e inizia a scuola. Ce lo ricorda il Lions Club di Larino che ha rinnovato anche per il 2017 il percorso di dialogo con gli studenti su questo argomento così delicato, il Progetto Martina.

L’iniziativa, nata nel ricordo di una ragazza morta di cancro al seno, è indirizzata agli studenti delle scuole superiori per stimolarli alla prevenzione personale e alla promozione della salute. Obiettivi degli esperti coinvolti sono dunque informare i giovani sulle modalità di lotta ai tumori, sulle possibilità di evitarne alcuni, sulla opportunità della diagnosi tempestiva, sulla necessità di impegnarsi in prima persona.

Ma allo stesso tempo il Progetto Martina mira a dare tranquillità di fronte a una malattia che  se si conosce si può combattere meglio, a dare informazioni su tutte quelle diagnosi davanti alle quali ci si può difendere con successo.

I dati dicono che soprattutto nelle fasi adolescenziali, e immediatamente successive, sbagliati stili di vita (alimentari e non solo) posso influire negativamente sulla salute a vantaggio di particolari tumori. Gli incontri sono anche una guida in tal senso, perché la prevenzione, come tutti sanno,  comincia dalle più semplici abitudini quotidiane.

Graziella Vizzarri
Graziella Vizzarri, presidente Lions Club Larino
Domani, dunque, primo appuntamento con gli studenti delle scuole superiori di Larino organizzato da Graziella Vizzarri (presidente Lions Larino) e Luisa Antonia Rotoletti (referente di progetto) grazie alla collaborazione di diversi esperti medici.

Ricordiamocelo: contro il silenzio della paura l’arma più potente è il dialogo aperto.