ALZHEIMER, VIA AL SOSTEGNO PER LE FAMIGLIE

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ALZHEIMER, VIA AL SOSTEGNO PER LE FAMIGLIE

Il Centro Alzheimer di Campobasso organizza gruppi di sostegno per i familiari di pazienti. Il servizio ha una cadenza quindicinale stabile nel tempo, ma al tempo stesso rimane “aperto” ad accogliere l’ingresso di nuovi partecipanti che ne facciano richiesta in segreteria. Il gruppo di supporto psicologico è offerto al caregiver di pazienti (includendo in tale terminologia anche eventuali badanti). Si pone come obiettivo quello di fornire ai partecipanti strumenti conoscitivi e di consapevolezza personale cui attuare una migliore gestione nei confronti del paziente. Per ulteriori informazioni contattare la segreteria del Centro Alzheimer di Campobasso in via toscana n. 79 al numero 0874/409135.
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L’ invecchiamento è una tappa della vita che richiede l’accettazione dei cambiamenti. È una fase della vita nella quale si mettono in gioco non solo dinamiche profondamente intime e personali di chi sta affrontando questo processo, ma anche dinamiche relazionali che coinvolgono in particolare l’ambiente familiare. Spesso l’invecchiamento viene segnato dall’insorgenza di una patologia. Forme patologiche che portano ad una riduzione delle abilità e dell’autonomia personale, come le demenze. Il termine “Caregiver” ha un origine anglosassone, ormai entrato stabilmente nell’uso comune; indica “colui che si prende cura” e si riferisce naturalmente a tutti i familiari che assistono un loro congiunto ammalato e/o disabile.
Di fronte alla sofferenza e al bisogno reale di prendersi cura assiduamente del malato, è normale che gli equilibri familiari vengano smobilitati. Entrano in gioco cambiamenti organizzativi riguardo il tempo da dedicare alla sorveglianza, il non riuscire più a ricavare del tempo per se stessi e il sentirsi in colpa se lo si fa; la conciliazione con gli altri impegni lavorativi e relazionali. Cambia la gestione dei rapporti sociali extrafamiliari, per cui spesso vi è una tormentosa preoccupazione riguardo cosa potrebbe dire la gente dei comportamenti del proprio caro, vi è il disagio di come gestirlo qualora si agitasse negli spazi aperti o troppo affollati. È molto comune inoltre l’esperienza di un ribaltamento dei ruoli che da sempre caratterizzavano la struttura familiare. Può succedere cosi che il proprio caro, un tempo genitore capace di cure e di sostegno, divenga “bambino” bisognoso di cura e di tanta attenzione; ed è cosi che i figli o il coniuge, sentono il dolore della rinuncia dell’identità del proprio caro e devono far leva su tutte le proprie capacità di far fronte al cambiamento. Entrano in gioco fattori psicologici del familiare che è chiamato a gestire la sofferenza legata alle sensazioni di perdita, d’impotenza e ansia legata alla difficoltà di capire cosa sta succedendo a quella persona che magari fino a poco tempo prima rappresentava il “pilastro” affettivo e relazionale della famiglia stessa.

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