DAI CANILI AI PARCHI CINOFILI, IL PROGETTO

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DAI CANILI AI PARCHI CINOFILI, IL PROGETTO

Perché non trasformare i vecchi ed onerosi canili in campi ricettivi e ricreativi? L’idea arriva da una Commissione di studio e networking composta da soci dell’organizzazione no profit Le Cose che Vanno. Essa si propone di redigere un progetto volto a modificare sia su un piano legislativo che amministrativo gli attuali canili, trasformandoli in Centri Cinofili Ricreativi (CCR), ossia strutture per ragazzi, cittadini e famiglie in cui recarsi per svolgere attività ricreative e formative con i cani che verrebbero dunque visti come patrimonio della comunità e non più come un peso da dover necessariamente sistemare. Il tutto attraverso figure professionali come educatori cinofili, medici veterinari e animatori.
A raccogliere l’idea e sposarla con una convenzione c’è in Molise l’associazione Campobasso Insieme, rappresentata da Claudia Mistichelli: “La nostra associazione ha aderito all’iniziativa stipulando un accordo di partnership ad hoc – ci dice – cercando di aprire un varco in Molise e si adopererà nella promozione di un’idea innovativa e utile”.
Il progetto dei CCR presenta infatti diversi risvolti positivi per il territorio. Secondo l’idea i genitori potrebbero prendere parte alle attività con i figli e gli amici a quattro zampe; previste delle club house per la socializzazione e i piccoli eventi e delle attività ludico sportive per giovani. “A livello occupazionale sarebbero coinvolti anche i lavoratori delle attività d’indotto (addetti alle pulizie, tecnici, operatori del settore alberghiero, ristorazione, bar, commercio, professionisti) – spiega l’ideatore del progetto Mirko Marangione – Naturalmente è interesse del gestore del CCR, non solo su un piano di dovere giuridico, ma anche imprenditoriale, fare in modo che gli animali vertano in uno stato di benessere psico-fisico perché esso sarà incentivo per i cittadini a frequentare le suddette strutture a vantaggio, dunque, di un bilancio economico positivo; Sono da considerare, infatti, l’indotto economico (che potrebbe scaturire da tali attività innovative) e le possibili sinergie con centri di equitazione, associazioni di settore e simili. Infine, taluni CCR potrebbero sviluppare delle eccellenze, tanto da diventare di interesse turistico”.