RICCIA E CHAPELLE, DUE COMUNITA’ CHE SI RITROVANO

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«Emozionante, intenso, e molto caldo l’abbraccio con i nostri emigranti a Chapelle»: così il sindaco il sindaco di Riccia Micaela Fanelli commenta la firma della carta d’amicizia, avvenuta nella serata di mercoledì 2 dicembre, che sigla un patto tra Riccia e il comune Belga alle porte di Bruxelles. «Un filo che si riallaccia, una comunità che si ritrova» dice ancora Fanelli.
Alla cerimonia, che ha visto una numerosa partecipazione, hanno presenziato, insieme con gli amministratori di Riccia e di La Chapelle, e dei rappresentanti delle associazioni dei molisani nel mondo, i Presidenti della Regioni Abruzzo e Molise, D’Alfonso e Frattura e l’eurodeputata del PD Bonafé.
Si è trattato dunque di un primo atto che sarà poi perfezionato in Italia presumibilmente nell’autunno 2016.
«Nel siglare il patto – dice Fanelli – si ricordano inevitabilmente le sofferenze ma si rinnovano le speranze. C’è una nuova fiducia nel futuro, nella forza dell’integrazione e della solidarietà che vince gli egoismi e i terrorismi. Questo il senso più profondo della nostra firma della carta dell’amicizia.
«A giugno – prosegue Fanelli – rifletteremo sui drammi dell’emigrazione a sessant’anni da Marcinelle e sul nuovo senso delle migrazioni, oggi più complesse e difficili. A settembre speriamo che il borgomastro e la comunità di Chapelle ricambieranno la visita, perfezionando gli atti di gemellaggio. Ma in modo più forte si è rinnovato il legame con la federazione delle associazioni dei molisani nel mondo, ieri presenti da ogni parte del Belgio e dalla Svizzera, in rappresentanza di tutta l’Europa. Grazie a tutti – dice il sindaco – alle note di Giuseppe, ai volontari, agli amici che si sono attivati, a chi ha raccolto il nostro invito nelle istituzioni, ma soprattutto ad Alfredo Persichetti. Le sue lacrime di commozione sono il gesto che ci ripaga di tanti giorni di lavoro e di impegno che con slancio profondiamo nell’impegno per l’amministrazione e che abbiamo messo anche in questa iniziativa. Come mai prima ho avvertito che lo sforzo per esserci, per superare la paura, era ben riposto, era ripagato da autentica gratitudine, amicizia, affetto. Grazie a ognuno dei presenti – conclude Fanelli – e grazie ad Alfredo Persichetti!»